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Le domande che il Fintech pone ai regolatori

L'Analisi|banca d’italia-bce

Le domande che il Fintech pone ai regolatori

Qual è il ruolo delle banche centrali nel promuovere e garantire l’affidabilità dei pagamenti nell’era della grande trasformazione digitale? Quali sono le normative appropriate in rapporto ai nuovi strumenti di pagamento? E come si fa a garantire, insieme alla velocità e alla comodità dei pagamenti con lo smartphone, la necessaria stabilità del sistema finanziario? Non sono domande di poco conto, se si tiene a mente, ad esempio, che già oggi, sul terreno dell’e-commerce, la presenza dei giganti come Apple, Google, Amazon, Facebook o Alibaba anche nel campo fintech è fortissima.

Amazon, per esempio, offre prestiti alle piccole imprese per un ammontare superiore a 3 miliardi di dollari; una controllata di Alibaba dispone di un fondo monetario con un attivo superiore a 160 miliardi di dollari. Per questo la Banca d'Italia e la Banca centrale Europea hanno organizzato una conferenza internazionale interamente dedicata a discutere le principali questioni poste dall’innovazione tecnologica. Questa permette pagamenti istantanei, monete virtuali e transazioni a tecnologia blockchain (dove gli individui sono messi in relazione direttamente, senza il filtro di garanzia di una figura terza), ma al tempo stesso pone interrogativi molto seri anche sul terreno della cyber-security. E, va da sé, rappresenta una sfida importantissima per il sistema bancario.

Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che insieme al collega del board Bce,Yves Mersch, ha fatto gli onori di casa, ha esordito ricordando che la diffusione delle nuove tecnologie ha un effetto pervasivo nella nostra società, visto che l’80 per cento della popolazione europea possiede uno smartphone, un computer o un tablet che gli permette di connettersi a Internet. E ha spiegato che l’e-commerce sta già producendo effetti notevoli, a volte dirompenti, per molte industrie. Quanto alla tecnologia blockchain «quella che sembrava essere lo scorso anno una tecnologia allo stato iniziale - ha aggiunto Visco - sta trovando un uso pratico sempre più diffuso», ricevendo «una grande quantità di attenzione da professionisti e mercati finanziari» ma «è usata qualche volta in modo perverso».

I notevoli progressi tecnologici compiuti nel sistema finanziario, ha detto il Governatore, stanno creando «nuove opportunità per gli utenti» e tuttavia pongono «nuove sfide per gli intermediari tradizionali che sono esposti ad una concorrenza più serrata da parte delle piattaforme digitali che offrono servizi di pagamento. Le banche - ha aggiunto - non competono più solamente con altre banche, ma anche con non-banche e devono avere a che fare le sfide che vengono avanzate dalla tecnologia finanziaria». I rischi associati a queste innovazioni, secondo il numero uno di via Nazionale, dovranno essere affrontati e in questo contesto «il continuo dialogo tra regolatori e mercato può facilitare l’introduzione di innovazioni in grado di determinare benefici su larga scala».

Nel suo intervento di introduzione alla conferenza, Mersch non ha mancato di portare l'endorsement Bce per il governatore italiano. «Voglio complimentarmi con Ignazio Visco per la sua riconferma. Alla Bce siamo molto felici di continuare a lavorare con lui» ha dichiarato. Quanto alle iniziative in corso, Visco ha poi ricordato che il 21 novembre è decollato il nuovo regime europeo per i bonifici istantanei, sulla base del quale ad oggi sono già quasi seicento i prestatori di servizi di pagamento basati in otto stati (tra i quali l'Italia), ma in futuro gli stati europei aderenti al nuovo schema saranno ben 34. Da noi i primi ad aderire sono stati Intesa San Paolo Unicredit e Banca Sella.

Dal canto suo, per promuovere un'integrazione ancor più stretta Banca d'Italia insieme alle altre banche dell'Eurosistema sta sviluppando l'accordo per il regolamento dei pagamenti istantanei fra banche centrali (Target instant payment settlement). Del resto, Bankitalia sul terreno del sistema dei pagamenti è sempre stata in prima linea. «Trenta anni fa, sotto il forte impulso di Tommaso Padoa- Schioppa - ha ricordato Visco - in Banca d'Italia si lavorò a un progetto che condusse alla stesura del nostro libro bianco sul sistema dei pagamenti». La convinzione, allora come oggi, è che quest'ultimo sia un apparato complesso che serve a uno scopo semplice, ma essenziale: garantire l'esecuzione dei pagamenti in denaro, associata con la circolazione di merci e servizi fra famiglie e imprese.

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