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L’urgenza di reti all’altezza per gestire i servizi 4.0

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l’analisi

L’urgenza di reti all’altezza per gestire i servizi 4.0

In principio fu la legge di Moore sulla potenza dei processori. Poi arrivò la legge di Nielsen e si iniziò ragionare sull’interdipendenza tra infrastrutture e uso della tecnologia: la banda in accesso a internet cresce a velocità esponenziali, del 50% ogni anno. Era la fine degli anni 90, non esistevano né Industria 4.0 né Fintech ma il principio fu probabilmente profetico. Alla sfida delle Fintech c’è già stata una prima risposta del settore bancario, con i bonifici istantanei che consentono di concludere un’operazione in meno di un secondo. Ma anche la corsa all’istantaneità sarebbe un affanno effimero senza una rete adeguata per ampiezza di banda, capillarità della copertura, competitività dell’offerta, alfabetizzazione della domanda. C’è in altre parole un bisogno reale a cui dare risposte per agganciare il paradigma 4.0 di cui, a suo modo, anche Fintech è un’espressione.

Frequenze 5G e il paradosso della copertura
I servizi finanziari possono viaggiare agevolmente sulla rete di telefonia mobile ed è per questo che sarebbe utile procedere senza indugi sull’assegnazione delle frequenze per il nuovo standard 5G, già incappate in una piccola proroga tecnica in manovra e oggetto di trattative informali tra operatori, Autorità tlc e governo. Ma la digitalizzazione dei processi economici non può accontentarsi delle potenzialità wireless. La realtà aumentata o la gestione dei big data nelle fabbriche, ad esempio, si alimentano soprattutto con la potenza della fibra ottica. È un paradosso che le aree del Paese a maggiore vocazione industriale, dove si concentra il 65% delle aziende e gran parte dei distretti, siano spesso quelle dove c’è minore copertura e siano ancora prigioniere nel limbo del negoziato tra il governo e la Ue sui possibili incentivi.

Le priorità imposte dall’economia 4.0
Sull’infrastruttura digitale l’Italia, pur con i progressi del caso, resta il Paese dei Piani nazionali aggiornati o rinnovati quasi ad ogni legislatura, talvolta ripartendo esattamente dallo stesso insoddisfacente punto. Ora però le priorità stanno emergendo con maggiore chiarezza rispetto al passato. Esiste un tema di monitoraggio e manutenzione delle infrastrutture che fanno viaggiare dati sempre più sensibili (e non vuol dire necessariamente “controllo” nazionale o “golden power”) e con la stessa urgenza va rinnovata la strategia per rispondere a un problema di domanda e di utilizzo. Se hai aspirazioni da economia 4.0, non puoi permetterti di avere il 35% di persone che ancora non usano internet regolarmente e solo il 55% di famiglie abbonate alla banda larga fissa, dato più basso d’Europa.

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