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Manovra, ok del Senato al maxi emendamento da 686 commi

sessione di bilancio

Manovra, ok del Senato al maxi emendamento da 686 commi

Via libera finale del Senato alla manovra, con 136 sì e 30 no, dopo l'ok anche alla nota di variazioni al bilancio approvata dal Consiglio dei ministri. Il testo ora passa in seconda lettura alla Camera. L’iter a Montecitorio dovrebbe essere avviato in commissione Bilancio martedì 5 dicembre per concludersi in tempo per portare il provvedimento in Aula il 19 dicembre.

Maxi anche nel formato. È il profilo con cui si è presentato il maxiemendamento depositato a Palazzo Madama e su cui il Governo ha ottenuto il primo via libera alla legge di Bilancio. Ci sono volute 134 pagine per raccogliere l’articolo 1 e i 686 commi che ora compongono la manovra e su cui la commissione di Bilancio ha effettuato l’esame di compatibilità tra quanto approvato nei giorni scorsi durante l’esame referente e quanto proposto dal Governo. Un lavoro non semplice e che ha dovuto tenere conto degli aggiustamenti chiesti dalla Ragioneria necessari per far quadrare i conti sui 174 emendamenti approvati nelle oltre 50 ore di seduta effettuate tra stop and go continui legati soprattutto alla tenuta della maggioranza durante i voti in Commissione.

Il voto di fiducia
Il voto di fiducia sul maxiemendamento presentato dal Governo e rivisto dalla commissione di Bilancio si è concluso nel tardo pomeriggio con 149 favorevoli, 93 no e nessun astenuto. A seguire, con una riunione lampo convocata nella sala del Governo di Palazzo Madama, il Consiglio dei ministri ha approvato le variazioni di bilancio. Quindi l'Aula si è riunita nuovamente per votare le tabelle della legge di Bilancio per poi dare il via libera alla manovra che passa alla Camera per la seconda lettura.

Gentiloni: «Fiducia per la crescita»
Via Twitter, il premier Paolo Gentiloni commenta soddisfatto la conclusione positiva della passaggio al Senato: «#Senato Primo via libera alla legge di bilancio. Risorse per il lavoro dei giovani, la lotta alla povertà, le imprese 4.0, il rinnovo dei contratti statali, le famiglie, gli investimenti. Fiducia per la crescita».

Le novità della manovra
Una dote di 10 milioni nel 2018 e di 50 milioni dal 2019 per la stabilizzazione di oltre 2mila “cervelli” degli enti di ricerca, compresi i ricercatori precari in agricoltura del Crea. Un fondo da 50 milioni nel prossimo biennio (25 milioni l'anno) per il risarcimento dei risparmiatori vittime dei crack delle 4 banche messe in liquidazione dal 22 novembre 2016 (Banca Etruria, Carife, CariChieti e Banca Marche) e quelli delle due Venete salvate per decreto (Popolare di Vicenza e Veneto Banca). Due interventi sull'ecobonus: sale a 40.000 euro per ogni unità immobiliare il livello massimo dell'agevolazione del 70% per la riqualificazione energetica delle parti esterne degli edifici condominiali; sull'installazione di ascensori, infissi e finestre l'Iva è sempre al 10% anche per il prestatore di servizio.

La proroga a tutto il 2020 degli incentivi per la produzione di energia da biomassa, biogas e bioliquidi di cui potrà beneficiare anche il termovalorizzatore di Acerra. Sono tra gli ultimi ritocchi apportati alla manovra dalla commissione Bilancio del Senato, che ha dato l'ok, prima di concedere il suo via libera, a 173 tra emendamenti e subemendamenti approvati (144 parlamentari, 10 dei relatori e 19 del Governo) sugli oltre 4.700 complessivamente presentati non senza tensioni nella maggioranza.

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