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«Fintech, serve una regolazione»

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«Fintech, serve una regolazione»

  • –Davide Colombo

roma

La vertiginosa diffusione delle tecnologie digitali nei mercati e nella finanza non trova affatto impreparate le banche centrali che formano l’Eurosistema. Come emittenti di valuta, le banche centrali si pongono invece alla frontiera di queste nuove tecnologie, sia come produttori sia come regolatori, e continuano a garantire la piena affidabilità dei sistemi di pagamenti, siano essi ancora basati sulla carta moneta o sulle valute virtuali. È questo il messaggio con cui Ignazio Viso ieri mattina ha aperto i lavori della Conferenza organizzata insieme con la Bce sul tema della “Trasformazione digitale dell’ecosistema dei pagamenti al dettaglio”.

L’appuntamento giunge a meno di dieci giorni dall’avvio del nuovo schema Sepa per i bonifici istantanei cui partecipano otto paesi (tra cui l’Italia) e che verrà esteso a 34 paesi. Un nuovo regime - cui aderiscono oltre 600 prestatori di servizi di pagamento e 17 banche tra le quali Intesa San Paolo, Unicredit e Banca Sella - che consente di inviare e ricevere pagamenti eseguiti in meno di 10 secondi. «L’importanza strategica dei pagamenti istantanei non potrà mai essere enfatizzata abbastanza» ha affermato nel suo intervento Yves Mersch, membro del Comitato esecutivo della Bce, che ieri ha voluto complimentarsi con Visco per la sua riconferma «alla Bce siamo molto felici di continuare a lavorare con lui».

Da gennaio - ha ricordato il Governatore - il sistema dei pagamenti farà un ulteriore passo nella direzione di una maggiore concorrenza con il recepimento della Direttiva (Payment Services Directive 2, PSD2), con la disciplina di una nuova tipologia di operatori, i «third party providers», soggetti che offriranno servizi dispositivi di ordini di pagamento nel settore del commercio elettronico e di informazione sui conti. E per svolgere questa attività questi soggetti Fintech «dovranno acquisire un’autorizzazione all’offerta di servizi di pagamento e sottoporsi ai controlli delle autorità di supervisione». Visco ha anche affrontato il tema delle tecnologie blockchain, alla base dei Bitcoin: «sta ricevendo una grande attenzione da professionisti e mercati finanziari ed è usata qualche volta in modo perverso» ha detto Visco ricordando la conferenza organizzata sul tema l’anno passato: «l’ampiezza dell’impatto della blockchain è ancora incerta - ha quindi aggiunto - come molti aspetti della sua applicazione pratica sono ancora sconosciuti». Yves Mersch ha invece fatto notare che, nonostante i recenti incrementi di valore di alcune valute virtuali, «il loro utilizzo come attività di regolamento è marginale e il loro grado complessivo di accettazione tra gli utenti come mezzo di pagamento è trascurabile». Di fatto, ha aggiunto Merch, «il solo traffico di pagamenti al dettaglio in Europa supera di vari ordini di grandezza il volume mondiale delle operazioni in valute virtuali». Ieri a chiedere una regolamentazione di criptovalute come Bitcoin è stato il Fondo monetario internazionale: «dovrebbero essere soggette a una regolamentazione e supervisione appropriate» ha detto Gerry Rice, direttore comunicazione dell’istituto guidato da Christine Lagarde, sottolineando i rischi di riciclaggio, finanziamento al terrorismo ed evasione fiscale che sonno legati all’uso di queste valute virtuali. La sfida per le autorità, ha aggiunto, è contenere i rischi senza compromettere la spinta all’innovazione: «Un confronto maggiore e una cooperazione a livello internazionale sarebbe utile».

Sui temi della Fintech è tornato in giornata anche il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, audito in Commissione Finanza a Montecitorio: «Sia le autorità monetarie europee e il Financial stability board dovrebbero passare dalla fase dello studio a quella delle decisioni, per chiarire che razza di prodotto è e consentire alle autorità dei singoli Paesi di assegnare la vigilanza a chi la deve fare». Vegas ha poi spiegato che sul fronte più generale della Fintech, oltre a una regulation internazionale, serve poi una policy nazionale: servono in particolare forti investimenti - ha affermato - in una fase delicata per le banche «che si stanno ristrutturando e stanno ancora gestendo gli Npl».

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