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Giro di vite per i reati agroalimentari, debutta il disastro sanitario

approvato ddl al cdm

Giro di vite per i reati agroalimentari, debutta il disastro sanitario

Linea dura contro i reati alimentari. È stato infatti approvato oggi dal Consiglio dei ministro un disegno di legge che, come spiega il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina è «frutto del lavoro della commissione guidata dal presidente Giancarlo Caselli con il ministro della Giustizia Andrea Orlando. L'italia propone un modello nuovo di contrasto al crimine in questo settore strategico». Vengono riscritte le regole risalenti al 1920 e tra le novità, come spiega il Mipaaf, c'è l'agropirateria che diventa reato. La proposta prevede anche la possibilità di utilizzare le intercettazioni in fase d'indagine e di ricorrere a misure di natura cautelare. Le frodi commesse dalle organizzazioni mafiose inoltre vengono punite più duramente, mentre si rafforza la tutela della salute dei consumatori.

Introdotto il disastro sanitario
Un'altra assoluta novità è l'introduzione del disastro sanitario. Quando le adulterazioni attentano alla salute di più di tre persone scatta questo nuovo reato che prevede pene severissime con la reclusione fino a 18 anni. C'è comunque una revisione complessiva e organica dei reati e delle pene commisurate alla gravità degli illeciti commessi. Al centro viene messo il consumatore e viene introdotto il principio della violazione del patrimonio agroalimentare. Viene coinvolta tutta la filiera fino alla distribuzione e si arriva anche alla confisca dei beni delle imprese, così come previsto anche dalla legge di contrasto al caporalato. Come spiega il ddl si interviene, da un lato, delimitando la categoria dei reati di pericolo contro la salute, in modo da riformare la tutela di beni giuridici di riferimento, che richiedono l'anticipazione delle correlate incriminazioni già alla soglia del rischio; dall'altro lato, rielaborando il sistema sanzionatorio contro le frodi alimentari, con particolare riferimento alle organizzazioni complesse e alla responsabilità delle persone giuridiche.

Per quanto riguarda le sanzioni, si prevedono pene dai due ai sette anni di reclusione e multe da 15.000 a 100.000 euro. Vengono previste anche pene accessorie, come l'interdizione temporanea dagli uffici delle persone giuridiche e delle imprese, nonché il divieto di qualsiasi azione, comunicazione commerciale e attività pubblicitaria. Le pene possono essere diminuite in misura significativa nel caso in cui il colpevole si sia adoperato per aiutare concretamente l'autorità di polizia o l'autorità giudiziaria nell'azione di contrasto, nella raccolta di elementi decisivi per la ricostruzione dei fatti e per l'individuazione degli strumenti utilizzati per la commissione della frode.

Coldiretti: bene le nuove norme
Particolarmente soddisfatta la Coldiretti che ha spinto molto sulla nuova normativa annunciata peraltro lo scorso anno dai ministri Martina e Orlando in occasione della presentazione dell'Osservatorio Agromafie, promosso dall'organizzazione agricola e il cui comitato scientifico è presieduto da Caselli. «L'innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali - ha commentato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo - rendono ancora più pericolosa la criminalità nell'agroalimentare dove sviluppa un business da 21,8 miliardi in aumento del 30% nel 2017 che va quindi contrastato con un sistema punitivo e di indagine più adeguato, come opportunamente previsto dalla riforma delle norme a tutela dei prodotti alimentari». Coldiretti ha ricordato che «la malavita si appropria di vasti comparti dell'agroalimentare e dei guadagni che ne derivano soffocando l'imprenditoria onesta ma anche compromettendo in modo gravissimo la qualità e la sicurezza alimentare. Due italiani su tre (68%) sono preoccupati dell'impatto di quello che mangiano sulla salute anche per effetto del ripetersi degli scandali alimentari».

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