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Nel 2017 interscambio Italia-Russia in ripresa: oltre 400 aziende…

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Nel 2017 interscambio Italia-Russia in ripresa: oltre 400 aziende attive per un fatturato di 4 mld

Il calo dell'interscambio commerciale tra l'Italia e la Federazione Russa, che ha caratterizzato gli anni recenti e in particolare il biennio 2014-2015, sembra oggi alle spalle. Nei primi sette mesi di quest'anno si è registrata una forte inversione di tendenza, con una crescita delle esportazioni italiane del 23% rispetto allo stesso periodo del 2016 e un aumento del 17,6% delle importazioni. I settori dove è stata registrata una ripresa più significativa sono i macchinari, gli articoli di abbigliamento, le calzature e i prodotti farmaceutici. Quello russo è un mercato che da tempo ha attirato l'attenzione del governo italiano. Non lo dimostra solo l'incontro di oggi tra il ministro degli Esteri e quello russo Sergey Lavrov nella cornice di Villa Madama, ma anche e soprattutto le oltre 400 imprese italiane presenti in Russia, per un totale di 43mila dipendenti e oltre 4 miliardi di euro di fatturato. L'Italia punta a promuovere non solo il “Made in Italy” ma anche il “Made with Italy”, ovvero la produzione direttamente in Russia di beni italiani.

Priorità ai settori ad alto livello di innovazione
Non solo: l'obiettivo è sviluppare rapporti commerciali e industriali non solo nei comparti tradizionali (macchinari e tessile soprattutto), ma anche in nuovi settori, con la priorità a quelli a più alto contenuto tecnologico e di innovazione. Allo stesso tempo, si cerca di promuovere in parallelo una strategia che vada a diversificare gli investimenti anche dal punto di vista geografico, con un'attenzione maggiore alle aree meno conosciute rispetto a Mosca o a San Pietroburgo. Tra queste, quella di Lipetsk, Sverdlovsk, Kirov e Samara.

Dalle sanzioni alle contromisure russe: interscambio in calo dal 2014 in poi
Il calo dell'export di prodotti italiani in Russia è stata la conseguenza di più fattori. In parte ha influito il sistema di sanzioni che l'Unione Europea ha promosso, a partire dal marzo del 2014, nei confronti della Russia che ha annesso la Crimea - sono state prorogate fino al 31 gennaio 2018 - e le contromisure russe, ma hanno influito anche il crollo dei prezzi del petrolio, la svalutazione del rublo e il generale rallentamento dell'economia russa (nel solo 2015 il Pil di quel Paese è calato del 3,6%). In realtà a registrare nel 2016 una diminuzione del 40% rispetto a tre anni prima è stato l'export complessivo dei Paesi dell'Unione Europea verso la Russia. La Germania è stata quella a subire la perdita maggiore in valore assoluto (essendo il primo partner commerciale europeo della Federazione), pari a circa 14 miliardi. In generale, il peso del crollo delle esportazioni verso la Russia è stato avvertito di più per quei paesi che destinano a questo mercato una quota più consistente delle proprie esportazioni. Si tratta di quei paesi più vicini dal punto di vista geografico alla Russia. Ad esempio, l'Italia destina alla Federazione solo l'1,7% del suo export, contro l'1,8% della Germania, il2,9% della Polonia, il 5,6% della Finlandia e il 13,4% della Lituania.

I sei accordi di cooperazione conclusi a maggio
Il 17 maggio, in occasione dell'incontro a Sochi tra Putin e Gentiloni, i due paesi hanno firmato sei accordi di cooperazione: quello tra Eni e Rosneft per estendere la partnership in essere, quello tra Pietro Fiorentini e ancora Rosneft per testare equipaggiamenti per la messa in sicurezza dei pozzi petroliferi, quello tra Tecnoclima e Rosneft per testare (e successivamente produrre in loco) sistemi di riscaldamento dei pozzi petroliferi. È stato anche sottoscritto un accordo tra il Politecnico di Torino e l'Università Gubkin e tra MGIMO e Rosneft per l'avvio di programmi di ricerca congiunta e la formazione di ingegneri e tecnici russi. Infine l'intesa tra Anas-Avtodor–RDIF per la gestione-polita di 200 chilometri di un tratto autostradale nel Sud della Russia. Nel 2018 Anas International vorrebbe estendere la partnership con Avtodor alla gestione del raccordo anulare di Mosca “Skad” e al prolungamento dell'autostrada da Krasnodar verso Sud. Da parte russa è stato suggerito di valutare la possibilità di collaborare anche nella gestione dell'autostrada diretta verso la Bielorussia.

Da Astaldi a Daniele: (alcune) delle italiane presenti nel mercato russo
Tra le altre aziende italiane attive nel mercato russo c'è, ad esempio, Astaldi: nel luglio 2015 ha ottenuto un contratto del valore di 1,1 miliardi di euro per la progettazione e realizzazione di due lotti (140 chilometri) dell'autostrada Mosca-San Pietroburgo, in joint venture (50%) con la società turca Ic Ictas. CNH Industrial è presente con un sito produttivo nella città di Naberezhnye Chelny, la cui capacità produttiva raggiunge le 5000 unità all'anno. Pirelli possiede due stabilimenti nella Federazione Russa (uno a Voronezh e uno a Kirov).
Candy Group nel 2005 ha acquisito la russa Vesta. Nel 2013 ha inaugurato uno stabilimento a Kirov per la produzione dell'intera gamma di frigoriferi per il mercato locale. Nel corso del Forum economico internazionale di San Pietroburgo del giugno scorso Danieli ha concluso un accordo dal valore di 100 milioni di euro con l'azienda russa KMZ per la costruzione di un'acciaieria nella regione di Kirov. E molte altre

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