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correzione di 0,1 punti percentuali

Pil, stime Istat al ribasso: +0,4% nel terzo trimestre, +1,7% sul 2016

  • – di Redazione Online

Nel terzo trimestre del 2017 il Pil è aumentato dello 0,4% sul trimestre precedente e dell'1,7% su base annua. Lo rileva l'Istat rivedendo al ribasso le stime di metà novembre che davano la crescita congiunturale allo 0,5% e quella tendenziale all'1,8%. La correzione è stata quindi di 0,1 punti percentuali. L'Istituto nazionale di statistica sottolinea comunque che il quadro resta «positivo». La lieve accelerazione sul trimestre precedente è infatti confermata (da +0,3% a +0,4%). Si registrano poi andamenti congiunturali positivi per il valore aggiunto dell'industria (+1,3%) e dei servizi (+0,1%), mentre il valore aggiunto dell'agricoltura è diminuito del 3,6%.

Fonti Mef, si rafforza tendenza a crescita
I dati sul pil resi noti oggi dall'Istat confermato la tendenza al rafforzamento della crescita economica nel Paese: lo spiegano fonti del Mef. Anche un incremento del pil reale inferiore a quello registrato negli ultimi trimestri sarebbe infatti sufficiente a conseguire il tasso medio di crescita previsto per quest'anno (+1,5% secondo la nota di aggiornamento al Def).

Crescita acquisita per il 2017: +1,4%
L’Istat segnala per il 2017, quindi, la variazione acquisita del Pil, quella che si registrerebbe in caso di crescita congiunturale nulla negli ultimi tre mesi dell'anno, risulta pari all'1,4%. La stima diffusa a metà novembre indicava invece un aumento dell'1,5%. La previsione del Governo, contenuta nella nota di aggiornamento al Def, dava per l'anno in corso un rialzo dell'1,5%, crescita stimata sui dati grezzi mentre le rilevazioni Istat sono corrette per gli effetti di calendario. Nel dettaglio, il terzo trimestre 2017 ha avuto tre giornate lavorative in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al terzo trimestre del 2016.

Rallentamento servizi e calo scorte
A cosa è dovuta la leggera frenata del Pil registrata dagli statistici? I fattori che hanno pesato di piu e che hanno imposto la revisione al ribasso del Pil nel terzo trimestre sono il rallentamento nella crescita del valore aggiunto dei servizi e il calo delle scorte. La variazione delle scorte ha infatti fornito alla domanda nazionale un contributo negativo (-0,5 punti percentuali). I servizi invece sono aumentati sul trimestre precedente solo dello 0,1% (dallo 0,3% del secondo trimestre).

Investimenti in crescita, agricoltura danneggiata dalla siccità
Tra le voci dinamiche in positivo dei “Conti economici trimestrali” diffusi oggi dall’Istat troviamo gli investimenti, in crescita nel terzo trimestre dell’anno dello 0,3% sul precedente e del 4,6% su base annua. Da evidenziare, su questo fronte, l’incremento rispetto al secondo trimestre, quando rispettivamente i rialzi si erano fermati a +1,1% e +3,6%. Quanto ai settori, a fronte della buona perfomance dell'industria (+1,3% in termini congiunturali e +2,9% sull'anno) l'Istituto registra una caduta del valore aggiunto nell'agricoltura (-3,6% sul trimestre e -6,7% su base annua). Sulla resa dei campi ha sicuramente influito la lunga siccità che ha interessato i mesi estivi, ricompresi nel terzo trimestre (luglio-settembre).

Baretta (Mef): Pmi e famiglie sentono ancora crisi, agganciarle a ripresa
La ripresa economica è certificata da un aumento del Pil dell'1,8% su base annua ma "le famiglie e le Pmi continuano a sentire gli effetti della crisi economica. C'è perciò bisogno di agganciarle meglio alla ripresa in atto». Lo ha detto il sottosegretario al ministero dell'Economia, Pier Paolo Baretta, a margine di un convegno, spiegando che per migliorare la situazione delle piccole e medie imprese «è necessario rendere questa ripresa strutturale e la condizione di fondo è favorire gli investimenti altrimenti le imprese non riescono a diventare innovative e quindi competitive. Penso anche alle startup». Baretta ha ricordato che «si sta lavorando per abbassare il costo del lavoro» e di recente il governo «ha messo in atto misure per aiutare famiglie e imprese come il Patent box, gli interventi per favorire le assunzioni dei giovani, l'incentivo 4.0, e il bonus energetico per alberghi e condomini che hanno contribuito allo sviluppo del turismo e la riorganizzazione delle periferie urbane».

Diversificare accesso al credito, Pir e Npl opportunità
Un'altra misura necessaria per agganciare famiglie e pmi alla ripresa economica, secondo Baretta, è diversificare l'accesso al credito e, in questo senso Pir e Npl sono un'opportunità. «I Pir hanno avuto un ruolo importante e sono esplosi - ha detto - ora però è necessario dargli un maggior orientamento» verso il risparmio delle famiglie e la piccola imprenditoria, «come si sta discutendo anche a livello parlamentare». Mentre sul fronte Npl il sottosegretario ha ricordato che «questo mercato è sceso a 70 miliardi lordi dai 300 di qualche anno fa. Se ben gestiti gli Npl rappresentano un'opportunità di investimento».

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