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Di Maio a Berlusconi: non è il '94, classe media è con noi

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Di Maio a Berlusconi: non è il '94, classe media è con noi

(Ansa)
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«Berlusconi è un simpatico signore, fa ridere con le sue battute, ma non ha fatto praticamente nulla di ciò che promise agli italiani nonostante abbia il record di longevità al governo. Continua a ripetere che il MoVimento 5 Stelle è contro la classe media. O è una battuta e allora fa ridere oppure mi ricorda tanto il film Good Bye Lenin». Così il candidato premier Cinquestelle, Luigi di Maio, in un post su Facebook risponde al Cavaliere che ieri aveva indicato i grillini come principali avversari da sconfiggere alle prossime elezioni perchè «massacrerebbero la classe media». Di Maio, impegnato in un "rally" elettorale al Nord che, dopo la Lombardia, lo porterà nei prossimi giorni in Veneto.

«Non siamo nel '94»
«Berlusconi è come se si fosse svegliato oggi dopo essersi addormentato nel 1994 - scrive ancora Di Maio - quando Forza Italia aveva dalla sua buona parte della classe media del Paese. Oggi non è così, da almeno 5 anni peraltro. Good Bye Berlusconi». «Il MoVimento 5 Stelle è al 30%, quindi basta fare i calcoli, in cui Berlusconi è bravissimo, per capire che la classe media sta con noi - si legge ancora nel post - e sarebbe folle che una forza politica vada contro il suo stesso elettorato. Il MoVimento nasce proprio dal disgusto della classe media per i politici che hanno governato per 20 anni. Le nostre istanze sono le loro istanze: piccole e medie imprese, diritti dei lavoratori, meno tasse, meno burocrazia, sicurezza sociale, aiuti alle famiglie, attenzione all'ambiente, sostegno al reddito strutturale, no alla tassa sulla prima casa e impignorabilità di essa, no redditometro, istruzione di qualità, investimenti in innovazione, aiuto ai giovani», aggiunge.

«Sostenuti dalla classe media»
«Queste sono le proposte - scrive ancora Di Maio - ed è per questo che siamo sostenuti dalla classe media dal 30% degli italiani. Sono impegnato in un #Rally a tutta velocità per il Paese per convincere anche altri italiani della bontà della nostra proposta politica e ogni giorno persone che si erano rifugiate nell'astensione mi dicono che hanno cambiato, tra queste anche tante che nel '94 votarono Berlusconi. Non riconoscere questo è una mossa politicamente suicida. Non siamo più nel 1994. Good Bye Berlusconi», conclude.

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