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Contro il gioco d'azzardo più tasse e lotta all’evasione

L’ok delle Regioni a linee guida della Salute

Contro il gioco d'azzardo più tasse e lotta all’evasione

Aumentare le imposte sul gioco pubblico e stabilire per legge un tetto alle vincite massimo, così da fissare il margine dei gestori. Non solo. Più lotta all'evasione, un Testo unico per riorganizzare le norme che disciplinano il gioco pubblico e sulle e una stretta sulle sanzioni «sia penale che amministrativo». Sono solo alcune delle 92 pagine di raccomandazioni messe a punto dal ministero della Salute sotto la voce ”Linee d'azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette dal gioco d'azzardo patologico”, su cui è previsto nelle prossime ore il via libera della conferenza Stato-regioni.

L'evasione fiscale nei giochi
Per assicurare maggiore tutela nel gioco pubblico tra le strade possibili da imboccare c'è anche quella della creazione di una autonoma «fattispecie di reato di evasione delle imposte sui giochi in tema di prelievo erariale unico e imposta unica sulle scommesse». Un reato che nell'ambito della disciplina penale-tributaria , preveda sanzioni ad hoc, compreso il sequestro preventivo dei beni per chi ha una concessione statale sui giochi e non assolve gli obblighi tributari. Al capitolo raccolta abusiva di scommesse la Salute suggerisce invece di estendere anche a questa tipologia di illecito «la responsabilità amministrativa della persona giuridica» e la confisca («affidamento in giudiziale custodia alle Forze di Polizia con facoltà d'uso» si legge nel testo) delle attrezzature utilizzate per le attività di raccolta: quindi personal computer, stampanti e altre tecnologie utilizzate per commettere l'illecito.

Più tasse e tetto alle vincite
Nel documento della Salute viene evidenziato come la prevenzione passi anche attraverso «la regolazione della distribuzione delle vincite/perdite». L'attuale prelievo sulle Vlt (6%), come evidenzia l'agenzia di stampa specializzata Agipronews, consente ai concessionari di arrivare a livelli di payout (la quota restituita in vincite al giocatore) molto elevati. «In tutte le attività di gioco online – si legge nelle linee guida il prelievo fiscale è solo il 20% del margine del gioco», con una percentuale di vincite che in questo caso può arrivare al 98%. Una politica che per la Salute è ritenuta aggressiva e che porta il giocatore a vincere spesso piccole somme, ma contemporaneamente anche a giocare più a lungo. L'aumento del prelievo fiscale a una percentuale del 10-12% per i tecnici della Lorenzin possono ridurre il rischio di creare nuovi giocatori problematici. Secondo il Ministero, «la riduzione dell'attività non avrebbe impatto sulle entrate fiscali»; per quanto riguarda la riduzione dei ricavi della filiera, le linee guida suggeriscono di introdurre «una percentuale di vincite massime fissata dallo Stato. Cioè il margine ai gestori sarebbe fissato dallo Stato e in questo modo le vincite si potrebbero ridurre ulteriormente». Il taglio sarebbe dunque graduale e consentirebbe «un assestamento di tutto il processo senza spostare sui siti online illegali molti giocatori».

Dalla terapia di gruppo al tutoraggio economico
Colloqui motivazionali, psicoterapia cognitivo-comportamentale, terapia di gruppo, tutoraggio economico e trattamenti integrati a carattere multidisciplinare. Così il ministero della Salute indirizza gli operatori della sanità pubblica nella cura delle persone affette da disturbo da gioco patologico. Nella parte del documento che si occupa del Percorso diagnostico terapeutico e assistenziale>> si evidenzia la possibilità di affiancare «trattamenti residenziali o semiresidenziali» al percorso di recupero ambulatoriale. In altre parole il giocatore patologico sarebbe ospitato da una struttura di accoglienza dove la separazione temporanea «dal proprio ambiente», un contesto «con ridotti stimoli e richiami al gioco» e il «confronto e la riflessione» a contatto con altre persone affette dallo stesso disturbo, faciliterebbero il «cambiamento della sua struttura di pensiero» stimolando il «processo di cambiamento». Infine, il servizio pubblico dovrebbe incaricarsi di effettuare periodiche azioni di monitoraggio e verifica dei percorsi di cura e dei loro risultati.

Interventi nelle sale non invasivi
«L'approccio non deve essere di tipo allarmistico/inibitorio», raccomanda il Ministero, che invece propone interventi che stimolino la consapevolezza del giocatore, come la somministrazione di messaggi che però non infastidiscano la dinamica del gioco. Le linee guida prevedono anche la possibilità di interagire con i giocatori anche tramite social network, in modo da «potenziare l'efficacia del sistema di prevenzione attraverso l'utilizzo delle appropriate leve psicosociali». Infine, un ruolo importante spetta anche alle azioni di formazione, sia con la riqualificazione degli addetti agli sportelli di informazione, sia con la formazione stessa del personale che opera nelle sale da gioco.

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