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Dal Fisco alla sicurezza: per i trattati percorso sprint in Parlamento

approvate 150 leggi di ratifica

Dal Fisco alla sicurezza: per i trattati percorso sprint in Parlamento

Niente a che vedere con le lungaggini e le estenuanti discussioni sul biotestamento o lo ius soli. C’è una tipologia di provvedimento che in parlamento incontra quasi sempre scarsa opposizione e un iter rapido: sono i disegni di legge di ratifica dei trattati internazionali. Sui 411 testi presentati in questa legislatura, ben 150 sono diventati legge (il 36,5%), quando in media solo il 4,6% del totale delle proposte di legge è arrivato al traguardo finale. Sul totale delle leggi approvate, quindi, non sorprende che quasi la metà (41,5%) siano proprio ratifiche di trattati.

LE RATIFICHE DEI TRATTATI INTERNAZIONALI
Le leggi di ratifica approvate nella XVII legislatura. (Fonte: Elaborazione IlSole24Ore)

Accordi fiscali al top
La quota più consistente di trattati internazionali ratificati dal parlamento riguarda intese fiscali (il 17,3%) . Tra gli ultimi approvati – votazione finale al Senato con 191 favorevoli, zero contrari e 32 astenuti, dopo 9 mesi di iter parlamentare – c’è lo scambio di informazioni con il governo del Costa Rica, oppure l’accordo con la Romania per evitare le doppie imposizioni, passato a Palazzo Madama all’unanimità: 198 favorevoli, nessun contrario e nessuno astenuto, dopo meno di un anno di iter parlamentare.

Le alleanze contro il terrorismo
In un mondo dominato dalla minaccia terroristica, non sorprende che il 16,7% dei trattati ratificati dalle Camere abbia riguardato accordi di cooperazione in tema di polizia e lotta alla criminalità. Tra gli altri, il via libera alla cooperazione di polizia con l’Austria (favorevoli: 164; contrari: 31; astenuti: 10, nel voto finale al Senato) che ha ratificato l’intesa firmata a Vienna l’11 luglio 2014, incentrato soprattutto sulla sorveglianza transfrontaliera.

L’accordo sul clima di Parigi
Un via libera lampo (favorevoli: 182; contrari: 1; astenuti: 1, nell’ultimo voto al Senato il 27 ottobre 2016) ha avuto, dopo neanche 20 giorni di discussione, la ratifica dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. L’intesa è stata raggiunta il 12 dicembre 2015 nella capitale francese e prevede un piano d’azione per limitare il riscaldamento globale “ben al di sotto” dei 2ºC. Si applicherà a partire dal 2020, anche se gli effetti sono ora più che mai incerti, data l’uscita dall’accordo da parte degli Usa decisa dall’amministrazione Trump.

Sei intese per le estradizioni, manca Dubai
Durante questa legislatura hanno visto la luce le ratifiche di sei trattati di estradizione. Quelli firmati con Panama, Marocco, Messico, Cina, Cile e Kosovo. Mentre le Camere hanno dato il via libera a tre accordi per il trasferimento delle persone condannate: con Brasile, Marocco e Kazakhstan. Il trattato con la Cina, tuttavia, esclude l’estradizione nei casi in cui ci sia motivo di ritenere che la persona richiesta possa patire torture o altri trattamenti degradanti e inumani, o la pena di morte. Ancora deve essere presentata in parlamento l’intesa con Dubai, nonostante l’accordo-quadro sia stato firmato il 16 settembre 2015 tra Italia e gli Emirati Arabi. Una vicenda che riguarda numerosi condannati italiani a Dubai, per ultimo Giancarlo Tulliani, cognato di Gianfranco Fini, arrestato nella città sul Golfo Persico il 4 novembre scorso.

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