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La sfida dei multibrand italiani: vince chi punta sulla multicanalità…

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La sfida dei multibrand italiani: vince chi punta sulla multicanalità e le “shopping experience”

I multimarca di lusso sono una peculiarità tutta italiana. Radicata nel territorio e spesso a gestione familiare. Oggi crescono a doppia cifra, ciascuno grazie a una propria ricetta. Calibrata su una shopping experience sempre più internazionale.

«Non abbiamo una boutique virtuale – spiega Daniela Kraler, titolare delle sei boutique Franz Kraler di Dobbiaco (Bolzano) e Cortina d’Ampezzo (Belluno) – ma continuiamo a investire molto nei negozi fisici: tra pochi giorni inaugureremo a Cortina un vero e proprio department store di lusso». L’indirizzo, in Corso Italia 119, rispecchia appieno il dna di Kraler: «La nostra è una realtà romantica: il legame con il territorio per noi è fondamentale, così come l’alta qualità del servizio al cliente che si deve sentire coccolato e a proprio agio, come in un salotto».

La clientela degli store Franz Kraler, che rimangono aperti tutto l’anno, è internazionale: «Il 50% sono stranieri. Il 2017 ha segnato il ritorno dei russi e il boom di alcune nazionalità dell’Est Europa, come la Polonia». Una ricetta vincente: Franz Kraler chiuderà il 2017 con ricavi per 50 milioni di euro, in salita del 14%.

Anche Sugar, insegna aretina fondata da Beppe Angiolini, chiuderà l’anno in crescita: «I ricavi dovrebbero salire del 20% rispetto al 2016», dice il titolare. L’azienda, che nel 2016 aveva registrato ricavi per 56 milioni di euro, da un anno ha varcato una soglia importante, quella della Rete: «Abbiamo lanciato la nostra boutique online – spiega Angiolini – forse un po’ in ritardo rispetto agli altri. Ma oggi i ricavi online crescono più di quelli offline e il sito rappresenta una vetrina importante per una clientela lontana, prima difficile da raggiungere. Tra i primi mercati inserisco Europa, America e Cina». Quella di Sugar è una strategia in tutto e per tutto integrata tra on e offline: «Continuiamo a investire molto nei negozi fisici: nel 2018 apriremo un nuovo spazio ad Arezzo, in un palazzo del Quattrocento. Offriamo però una shopping experience multicanale». Nei piani di Sugar ci sarebbe l’apertura di un negozio a Milano, probabilmente negli spazi di Excelsior precedentemente gestiti dalla boutique Antonia.

Chi ha fatto del web un driver di crescita importante è Stefania Mode, azienda cui fanno capo le boutique Stefania Mode di Trapani e Favignana, lo store Stefania Mode Kids, sempre a Trapani, e tre monomarca Balenciaga a Portofino, Portocervo e Forte dei Marmi, inaugurati nel 2017. «Quattro anni fa ci siamo aperti all’online con Farfetch e nel 2015 abbiamo lanciato il nostro e-commerce stefaniamode.com – dice il fondatore Aldo Carpinteri – che presto sposteremo sulla piattaforma Black&White, sempre di Farfetch». Il boost economico è stato importante: «Il 65% dei quasi 100 milioni di ricavi annui della nostra azienda viene realizzato online» .

Pronti ad archiviare l’anno con un +30% del fatturato, da Stefania Mode si preparano ad aprire uno store ibrido dal concetto innovativo. A Sankt Moritz, per far gola a una clientela facoltosa e internazionale: «Apriremo uno store a insegna stefaniamode.com con 12 vetrine digitali e interattive dedicate ad altrettanti brand del lusso – continua Carpinteri –. All’interno, una selezione di capi e accessori da provare, acquistare e farsi spedire. A casa o in hotel».

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