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Manovra, Pd: contratti a tempo non più lunghi di 24 mesi

legge di bilancio alla camera

Manovra, Pd: contratti a tempo non più lunghi di 24 mesi

Sulla manovra la palla, dopo l’ok del Senato, passa alla Camera. Web tax, bonus bebè, superticket, lavoro e pensioni i temi più significativi su cui i deputati si preparano a intervenire. La prima scadenza è fissata per giovedì, quando gruppi parlamentari e governo dovranno presentare gli emendamenti; che poi saranno messi ai voti a partire dalla metà della settimana successiva. Come sempre, si attende qualche migliaio di proposte di modifica che poi però saranno sfoltite utilizzando il meccanismo dei cosiddetti 'segnalati': vale a dire ciascun partito indicherà quali sono le priorità.

Il passaggio a Montecitorio, insomma, dovrà fare i conti non solo con le poche risorse, appena 64 milioni nel 2018, a disposizioni per le modifiche, dopo che il Senato ha “prosciugato” quasi tutto il fondo per le spese indifferibili. Intanto torna l'ipotesi della tassa sul fumo. La Commissione Affari sociali della Camera, ha approvato gli emendamenti alla manovra da presentare in Commissione Bilancio, tra cui il rifinanziamento per 604 milioni del Fondo sanitario nazionale con la tassa sui tabacchi. Lo stesso emendamento è però naufragato al Senato di fronte alle obiezioni formulate dalla Ragioneria generale dello Stato secondo cui l’aumento delle imposte sui tabacchi determina nel breve periodo un calo del gettito.

Pd: contratti a tempo non più lunghi di 24 mesi
Sul fronte lavoro, ad andare in pressing per un “tagliando” al Jobs Act sono componenti della stessa maggioranza, a partire dal presidente della commissione guidata da Cesare Damiano, che chiede di rendere più costosi i licenziamenti, portando da 4 a 8 mensilità l’indennità minima in caso di licenziamento individuale. Una proposta che potrebbero trovare il sostegno sia del Campo progressista di Giuliano Pisapia sia dalle opposizioni a sinistra, compresa Mdp. La partita sarà comunque tutta da giocare, visto che sul piatto i vertici del Pd sono pronti a sponsorizzare un’altra proposta, del governo e illustrata dallo stesso consigliere economico di Palazzo Chigi Marco Leonardi, che guarda invece ai contratti a termine, per ridurne la durata da 36 a 24 mesi tagliando anche i possibili rinnovi (attualmente 5).

«Come Dipartimento Lavoro del Pd presenteremo emendamenti» per «l’abbassamento della durata massima dei contratti a tempo determinato da 36 a 24 mesi e un pacchetto di misure per le politiche attive del lavoro» ha annunciato oggi la responsabile Lavoro del Pd Chiara Gribaudo. «In linea con il Jobs Act - ha proseguito - il contratto a tutele crescenti deve essere la forma privilegiata dalle imprese, e anche per questo servono limiti più stringenti ai contratti a termine». Valorizzazione del personale dei centri per l'impiego e di Anpal sono altri due temi sui cui il Pd presenterà emendamenti in vista dell'esame della manovra secondo quanto annuncia Gribaudo. Ulteriori emendamenti annunciati riguardino le assunzioni con decontribuzione dei dottorandi di ricerca.

Morando: disponibili a modifiche su web tax
Ma sono anche altri i capitoli della manovra destinati a subire modifiche. La tassa che colpisce i colossi del web, è opinione condivisa anche all'interno della maggioranza, va rivista e se possibile anticipata (ora scatta dal 2019) in modo da poter mettere sul piatto qualche decina di milioni per finanziare altre misure. C'è poi il nodo rappresentato dal ruolo delle banche, che funzionerebbero da sostituto d'imposta, su cui anche l'Esecutivo ha promesso un intervento ma che secondo alcuni renderebbe l'intera operazione poco efficiente. «Vi invito a riflettere, anche per ragioni di gettito, se non abbia più senso eliminare i meccanismi burocratico-amministrativi e anticipare l'imposta al 2018, mettendoci anche l'1%, o il 2%, ma con tutte le transazioni dentro. Io penso che si avrebbe un gettito tra le
tre e le cinque volte superiore» ha detto oggi il presidente della commissione Bilancio e relatore alla manovra Francesco Boccia parlando della web tax durante i lavori sulla legge di bilancio. Se ci sono le condizioni, da parte del
governo «c'è la massima disponibilità» a valutare eventuali modifiche alla web tax, ha detto il viceministro all'Economia Enrico Morando, in commissione Bilancio alla Camera dopo l'invito del relatore a cambiare la norma così come introdotta in Senato.

Alla Camera bacino allargato per l’Ape social
Alla Camera si tornerà anche a parlare di previdenza: probabilmente con un emendamento a firma del governo, si dovrà allargare il bacino dell’Ape social (portando da 11 a 15 le categorie di lavori gravosi che possono accedere, le stesse esonerate dall'aumento dell'età a 67 anni) nonché rafforzare il bonus contributivo per facilitare l'anticipo pensionistico per le donne. Più in bilico, la possibilità di prorogare a tutto il 2019 l'Ape social e opzione donne: la maggioranza ci proverà ma i fondi a disposizione sono pochi.

Ap in pressing per ampliamento del bonus bebè
Fatta salvo sempre la necessità di trovare le risorse, sia il bonus bebè, fortemente voluto da Alternativa popolare, sia il taglio del superticket, bandiera di Campo progressista, hanno qualche possibilità di essere ampliati. Il partito di Angelino Alfano punta a fare in modo che il bonus sia esteso ai primi tre anni di vita dei nuovi nati. Ristabilire l'incentivo nella sua versione originale sarebbe infatti costato 185 milioni nel 2018 (fondi interamente trovati facendo ricorso a 100 milioni del Fondo famiglia e a 85 milioni del fondo spese indifferibili) ma oltre 400 milioni nel 2019 e 2020. Per questo si è deciso di prorogarlo solo per un anno di vita del bambino e con assegno dimezzato a partire dal 2019, riducendo i costi rispettivamente a 135 e 101,5 milioni. Tra le possibili misure da finanziare, e di cui si è già parlato al Senato, potrebbero rientrare inoltre ulteriori interventi per la famiglia, agendo sui limiti di reddito entro cui i figli restano a carico dei genitori.

Campo progressista spinge per taglio superticket
Sul fronte della sanità, si tratta di rendere il taglio del superticket pari al 10%, più incisivo. Per la riduzione del superticket sono stati infatti trovati al momento solo 60 milioni di euro, cifra giudicata insufficiente da Mdp. Enti locali e equo compenso sono gli altri temi che dovrebbero essere rivisti, così come non è annunciata battaglia sul servizio di posta universale: secondo il presidente della commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia, e relatore unico alla manovra, occorre aprire una discussione sulla possibilità di estenderlo anche ai piccoli pacchi figli del boom digitale.

Torna ipotesi tassa sul fumo per Fondo sanità
Torna poi l’ipotesi della tassa sul fumo. La Commissione Affari sociali della Camera, annuncia Donata Lenzi, capogruppo Pd in Commissione, ha approvato gli emendamenti alla manovra da presentare in Commissione Bilancio,
tra cui il rifinanziamento per 604 milioni del Fondo sanitario nazionale con la tassa sui tabacchi. «A proposito di quest'ultimo, - ha affermato - ricordo che il taglio per 604 milioni è dovuto dovuto al mancato accordo con le Regioni a statuto speciale. Non comprendo, tuttavia, perché un mancato accordo tra regioni debba essere pagato dalla sanità delle regioni a statuto ordinario»

Commi ssione Giustizia: inserire riforma rito sommario
La commissione Giustizia della Camera, che ha votato una serie di emendamenti da sottoporre alla commissione Bilancio insieme al parere sulla manovra, ha chiesto tra l’altro di inserire in manovra una parte della riforma del processo civile per introdurre il procedimento semplificato davanti al giudice monocratico. L'emendamento ricalca ma con alcune correzioni quello, voluto dal ministro Orlando, già presentato al Senato e poi ritirato. Con il rito sommario, che, viene spiegato, non ridurrebbe le garanzie, si punta a dimezzare i tempi del processo civile in primo grado.



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