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Mattarella: Italia per una nuova stagione di riforme Ue

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Mattarella: Italia per una nuova stagione di riforme Ue

  • –Lina Palmerini

LISBONA

Si parlerà di Europa, se ne parlerà tra due Paesi che si sentono alleati e vicini non solo per le vicende più recenti. Le votazioni sull’Ema a Milano per esempio, dove l’Italia ha trovato al suo fianco il Portogallo ma anche per la freschissima nomina del nuovo presidente dell’Eurogruppo, il ministro socialista portoghese Centeno, che ha avuto il sostegno del Governo Gentiloni dopo il passo indietro di Padoan. E dunque la visita di Sergio Mattarella - che è cominciata ieri a Lisbona ma che farà tappa anche a Oporto nell’ultimo giorno, giovedì - sarà tutta centrata sulle sfide che attendono l’Ue in una settimana che è cruciale anche in vista degli sviluppi politici a Berlino. Se infatti in Germania saranno giorni decisivi per capire se si farà la grande coalizione o se si tornerà alle urne, domande simili potrebbero essere rivolte al capo dello Stato sulle prospettive italiane dopo il voto, dal momento che la legge elettorale lascia ampi margini di incertezza sulla governabilità.

Nel suo incontro di oggi con il presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa e – dopo – con il primo ministro Antonio Costa, il tema centrale sarà proprio mettere a fuoco come le tappe nazionali si possano incrociare con quelle europee in vista di un percorso comune di maggiore integrazione. Il punto di riferimento resta il Trattato di Lisbona: si ricomincia da lì, per una nuova stagione di riforme dopo le elezioni europee del 2019, è questo quello che Mattarella dirà ai suoi interlocutori. Un percorso su cui andare avanti e che non vedrà il nostro Paese indietro. Se infatti sul fronte politico il Quirinale non è nelle condizioni di delineare scenari a quattro mesi dalle urne, sarà invece in grado di dare risposte certe e definitive sulla collocazione dell’Italia dentro il dialogo europeo e dentro i processi di progressiva unione politica e fiscale. Così, questa tappa portoghese diventa per Mattarella un’occasione per mandare un messaggio alle cancellerie europee che l’Italia non rischia deviazioni sulla rotta europeista. Una rotta che Lisbona ha intrapreso in questi ultimi anni anche a prezzo di grandi sacrifici, dopo una profonda ristrutturazione economica e finanziaria che ha portato risultati positivi. Il disavanzo è al 2% del Pil, la crescita del 2,8%, il tasso di disoccupazione è stato dimezzato in quattro anni ed è all’8,8%: risultati che hanno spinto anche la candidatura al vertice dell’Eurogruppo del ministro delle Finanze Centeno. Insomma, dopo una cura “dettata” con criteri tedeschi, il Portogallo ha tentato un mix con politiche di crescita e attrazione di investimenti e ora vuole condividere con l’Italia di un cambio sulle politiche economiche più orientate alla crescita tenendo l’obiettivo del consenso popolare. Ieri, però, prima della sua partenza per Lisbona, Mattarella ha voluto ricordare i sette operai che morirono – 10 anni fa - nelle acciaierie Thyssen a Torino. «Ogni morte sul lavoro è una perdita irreparabile per l’intera società».

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