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Un anno raccontato per immagini: a Bard i 140 scatti del World Press Photo

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Un anno raccontato per immagini: a Bard i 140 scatti del World Press Photo

Un mese con le migliori foto del 2016. Al Forte di Bard, in Val d'Aosta, arrivano le immagini della 60esima edizione del World Press Photo, in esposizione da domani fino al 7 gennaio 2018. Oltre 140 immagini e 12 video del più importante riconoscimento internazionale di fotogiornalismo. Fotografie pubblicate sui giornali di tutto il mondo, che documentano e illustrano gli avvenimenti del 2016, le migliori tra le oltre 80mila proposte da 5mila fotoreporter di 25 paesi che “raccontano, denunciano, enfatizzano e racchiudono in una cornice la storia del nostro tempo”, spiegano gli organizzatori.

Foto dell'anno 2016 è “An Assassination in Turkey” (Omicidio in Turchia) del fotografo turco di Associated Press Burhan Ozbilici, scattata il 19 dicembre. Ritrae l'attentatore Mevlüt Mert Altıntaş subito dopo l'assassinio dell'ambasciatore russo in Turchia, Andrey Karlov, durante un'inaugurazione nella Galleria d'Arte di Ankara. Mary F. Calvert, membro della giuria, in proposito ha dichiarato: “È stata una decisione molto difficile, ma alla fine abbiamo intuito che la Foto dell'anno doveva essere un'immagine esplosiva che rappresentasse il disprezzo e l'odio dei nostri tempi. È un'immagine talmente dirompente che ogni volta che compariva sullo schermo bisognava allontanarsi, proprio per questo abbiamo capito che incarnava alla perfezione ciò che è il World Press Photo e cosa significa”.

Quattro i fotografi italiani premiati nelle otto categorie del concorso (spot news, notizie generali, attualità, vita quotidiana, ritratti, natura, sport e progetti a lungo termine): Giovanni Capriotti (categoria: sport, primo premio), Antonio Gibotta, Agenzia Controluce (categoria: ritratti, secondo premio), Alessio Romenzi (categoria: notizie generali, terzo premio) e Francesco Comello (categoria: vita quotidiana, terzo premio).

Per la mostra è stata scelta l'immagine dell'americana Ami Vitale scattata nel Centro di conservazione del panda gigante in Cina, nel Sichuan: gli operatori, per interferire meno possibile con il delicato equilibrio raggiunto qui da questi animali a rischio estinzione, lavorano mascherati.

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