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Mattarella: crisi finita, Italia ha rispettato regole Ue

visita in portogallo

Mattarella: crisi finita, Italia ha rispettato regole Ue

  • – di Redazione Online

«Ora la crisi appare finalmente alle nostre spalle e Portogallo e Italia stanno dimostrando come il rispetto delle regole, declinato alla luce delle rispettive realtà economiche nazionali, sia stato in grado di produrre solidi risultati in termini di crescita e riduzione della disoccupazione». Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella parlando all'università di Oporto.

Mattarella: serve salto qualità Ue, crisi ci dia spinta
Mattarella, parlando all’università di Oporto dove gli hanno consegnato un dottorato honoris causa, ha ricordato che «a Roma, in occasione del 60° anniversario dei Trattati istitutivi, in un momento di potenziale stallo per l'Unione - all'indomani della violenta crisi economica e della dolorosa decisione britannica di lasciare l'Unione - è stata approvata una Dichiarazione che rilancia il progetto di integrazione continentale, ponendo l'accento sull'esigenza di fargli compiere un deciso salto di qualità». Per il capo dello Stato si tratta di una strada non facile. «Ed è illusorio pensare che, per farlo, esistano ricette precostituite, pronte all'uso, di meccanica esecuzione. L’Europa vive infatti - ha aggiunto - delle sue diversità e deve quotidianamente lavorare per far sì che esse uniscano e non dividano, che siano considerate una ricchezza, un valore da salvaguardare».

«Ragione d'essere dell'Europa sono i suoi cittadini»
«In più di un’occasione - ha detto ancora il presidente della Repubblica - la strada verso un’Unione più stretta si è dimostrata irta di ostacoli e carica di tensioni. Tensioni che, tuttavia, ci hanno spinto a comprenderci meglio e a
superare le fasi di temporanea paralisi, facendo crescere il progetto europeo. Ciò dimostra che integrazione non è sinonimo di assimilazione», bensì di «rafforzamento delle nostre radici. Radici che - tutte insieme, nessuna esclusa - compongono e alimentano il nostro essere europei». Un'integrazione “sana” per Mattarella «deve sempre tenere presente che la ragione d'essere dell'Europa sono i suoi cittadini, con le loro necessità da soddisfare, le loro difficoltà da superare, i loro sogni da realizzare. Per questo il rilancio dell’Unione, che
pure ha bisogno di una forte componente di impulso politico, deve - innanzitutto - partire dai singoli e, in primo luogo, dal ruolo dei giovani, dalla loro maggior proiezione verso il futuro, che - ha concluso - li rende più consapevoli del valore della dimensione europea»

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