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Nuoto paralimpico, ancora pieno di medaglie per gli azzurri

i mondiali in messico / quinto giorno

Nuoto paralimpico, ancora pieno di medaglie per gli azzurri

Un'altra giornata di “pieno” per l'Italia ai Campionati Mondiali di nuoto paralimpico di Città del Messico: tre ori, un argento e un bronzo si aggiungono al bottino azzurro a questo Campionato ormai al giro di boa.

La prima a lasciare il segno in questo day 5 è stata la giovanissima romana Alessia Scortechini, in forza al Circolo Canottieri Aniene. Nella finale diretta dei 100 delfino S10, che si è svolta al mattino, Alessia con il crono di 1'10''39 non lascia scampo alla ventiduenne spagnola Hernandez Santos che chiude in 1'11''59. Amaro in bocca invece per la giovane cinese Chen Yi, squalificata. «Sono distrutta - dice l'atleta romana - non ce la facevo più, ed è stata molto dura a causa dell'altura ma sono campionessa del mondo». Non è la prima medaglia per l'atleta romana, dopo la medaglia d' oro nella finale dei 100 metri stile libero S10 e l'argento nei 50 stile libero S10. E l'inno di Mameli ha risuonato ancora nella piscina olimpica della capitale messicana.

Nella finale dei 50 metri stile libero S3 spazio per il campione Vincenzo Boni. L'atleta napoletano (Caravaggio Sporting Village e Fiamme Oro) partiva con il secondo tempo di qualifica dietro al cinese Wenpan Huang. Tra i favoriti anche l'idolo di casa, il messicano Diego Lopez Diaz, partito subito fortissimo lasciando dopo poche bracciate tutti gli altri dietro. Huang ha accelerato ed è riuscito a recuperare sul messicano e a toccare per primo la piastra (38”81 il suo tempo). Vincenzo che ha già vinto un argento in questi Mondiali nei 50 dorso S3, ha condotto una gara più regolare e si è portato a casa il terzo posto con il crono di 46”71, migliorando di tre secondi il suo tempo di qualifica, e ha aggiunto un'altra medaglia di bronzo al bottino degli azzurri. «È andata bene – dice Vincenzo Boni con il bronzo al collo – ho confermato quasi i tempi di Rio, che considerando l'altura non è poca cosa. Sono contento. I due davanti erano imprendibili. Non apriamo un velo sulle classificazioni: si vedeva la differenza tra loro e me. Siamo nella stessa categoria e ci devo stare. Io devo pensare a dare il meglio di me e conquistare il podio anche a queste condizioni. Dedico questa medaglia al mio allenatore Alessio Sigillo che in questo anno un po' difficile per me a livello cronometrico mi ha sempre detto di crederci. È stato un anno lunghissimo. Ma aveva ragione lui».

Strepitosa Monica Boggioni che ha vinto l'oro nella finale dei 50 stile libero S4. L'atleta della Pavia Nuoto è partita subito a doppia velocità rispetto alle altre e ha distanziato le avversarie. Chiudendo dopo una marcia trionfale la vasca da 50 con il tempo di 38”79 che vale anche il record dei Campionati. Seconda, ed è un argento che vale tanto, la messicana Nely Miranda Herrera, considerando che la campionessa di casa, due giorni fa si era sentita male alla fine di una finale ed è stata soccorsa a bordo vasca dai medici. La Herrera ha fermato il crono a 42”77, lasciando dietro la cinese Jiao Cheng (43”03) sulla carta favorita rispetto a lei per la piazza d'onore. «Sono contentissima – racconta Monica Boggioni, con la medaglia d'oro al collo – perché ero molto arrabbiata con me stessa dopo essere stata battuta due volte dalla cinese nei giorni scorsi, nei 50 dorso e nei 50 rana. Questa volta volevo vincere. Ho dato tutto ed eccomi qua… Voglio ringraziare la Federazione e gli allenatori della nazionale, la mia società l'Aics Pavia Nuota e il mio allenatore Guy Soffientini». Monica Boggioni finora ha vinto 2 ori, 2 argenti, con un record europeo e due record dei campionati. Chiuderà questi campionati mondiali con due finali ancora: i 150 misti e la staffetta 4x50.

Federico Morlacchi, campione della Polha Varese, ha aggiunto un'altra medaglia al suo già ricco bottino messicano nella finale dei 100 delfino S9, specialità in cui detiene il record mondiale (58”91 stabilito a Berlino due anni fa). Il varesino è partito a tutta in seconda corsia. Il greco dal nome impronunciabile, Dimosthenis Michalentzakis, che nuota con un braccio solo, in modo molto simile allo stile libero però – cosa che non manca ogni volta di suscitare qualche perplessità - ha condotto il gruppo. Nella virata dei 50, Federico ha provato ad allungare ma non è riuscito a colmare lo spazio con il greco, che ha chiuso al primo posto con il tempo di 1'00”44, in quarta corsia. Subito dietro Morlacchi che ha fermato il crono a 1'01”41, argento per lui. Al terzo posto lo spagnolo José Antonio Mari Alcaraz (1'01”76). E sono sei medaglie in questi Mondiali per Morlacchi (1 oro, 3 argenti e 2 bronzi) in attesa dell'ultima finale nella giornata conclusiva, i 400 stile libero «dove vedremo di pareggiare il conto», dice il campione varesino contento dell'ennesima medaglia: «È stata la migliore gara possibile, date le condizioni in cui ci troviamo. Certo fosse stata la prima finale e non la sesta per me, sarebbe stata un'altra gara (Federico usa un'espressione più colorita per esprimere il concetto). Ne sono sicuro. Va bene così. Vediamo domani cosa sarà». Applausi per il campione di Luino che con quella conquistata oggi sale 35 medaglie internazionali vinte in carriera.

Carlotta Gilli in finale con il primo tempo (2'33''41) nei 200 misti, classe SM13, ha dominato dal primo all'ultimo metro questa gara distanziando le avversarie in modo considerevole. Gara senza storia per le altre con la torinese che a questo punto doveva solo puntare al tempo e a battere il suo record mondiale (2'23”62 stabilito a Berlino pochi mesi fa). La Gilli alla fine di una finale con il turbo ha chiuso al primo posto con il tempo di 2'25”92. Al secondo posto, oltre otto secondi dopo, l'americana Colleen Young (2'33”40). Terza la spagnola Edo Beltran mezza vasca dopo (2'39”48). La torinese, Rari Nantes Torino-Fiamme Oro, alla prima esperienza ai Mondiali, è la nostra “piccola Phelps”: in questa edizione dei Campionati messicani ha vinto ben cinque ori e un argento. Ed è la terza migliore atleta dei Mondiali messicani nello speciale medagliere per atleta, dopo l'americana Lang e Andre Brasil. «Questa finale – racconta Carlotta Gilli – era l'ultima per me e sentivo la stanchezza dei giorni precedenti. Volevo vincerla. L'americana mi stava dietro nella rana e allora ho cercato di andare a tutta a delfino e nel dorso. Gli ultimi metri sono stati davvero faticosi. Sono davvero contenta per come è andata».

Alla fine del quinto giorno di gare, l'Italia è terza nel medagliere, con i gloriosi metalli che sono diventati 32 (15 ori, 9 argenti, 8 bronzi), dietro a Cina e Stati Uniti, marcata stretta dal Brasile, al quarto posto con 31 medaglie, in attesa della giornata conclusiva di questi straordinari mondiali messicani.

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