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Dossier Il mercato è tornato a quota 2 milioni

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    Il mercato è tornato a quota 2 milioni

    L’economia accelera e il mercato dell’auto, dopo il +16% sia nel 2015 che nel 2016 e il +8,8% a fine settembre, tira un poco il freno nell’ultimo trimestre perché alcune marche allentano la pressione sugli sconti, le promozioni e i chilometri zero. Il bilancio si avvicina e bisogna pensare al risultato economico e, quindi, meglio vendere un poco meno, ma avere margini più ampi. L’effetto sulle immatricolazioni dell’anno sarà modesto, ma non potrà essere raggiunta la soglia psicologica di due milioni di auto vendute. Con ogni probabilità si chiuderà a 1.970.000 con un robusto + 8% sul 2016. Non male in un mercato mondiale che toccherà un nuovo record a quota 73 milioni di vendite con quasi tutti i mercati nazionali in crescita.

    È l’effetto della presa di coscienza universale del ruolo strategico che l’auto gioca e giocherà nella mobilità. Il formidabile sviluppo tecnologico, che proprio l’auto ha avuto nell’ultimo decennio, avvia una rivoluzione che comincerà nei prossimi anni venti e che caratterizzerà la prima metà del secolo. Due obiettivi fantastici, anche per il loro impatto sociale, sembrano a portata di mano. Il primo è: zero morti sulle strade. L’auto a guida autonoma lo rende realistico. Il secondo è: zero inquinamento da auto nelle città e nelle zone di traffico spostando e mettendo sotto controllo le emissioni nelle aree in cui si produce l’energia. Il compito è affidato all’auto elettrica, che arriverà perché lo impongono due imperativi categorici. Il primo è etico: con un’auto ogni 7 abitanti il mondo non può più permettersi inquinamento da traffico. Il secondo è economico. La rivoluzione dell’auto elettrica permette di accelerare fortemente la sostituzione di un parco circolante che è già di un miliardo di veicoli. Quale operatore del settore può permettersi di perdere questa sfida?

    E il nostro Paese? L’Italia non è un’isola e sarà pienamente investita dalla rivoluzione della mobilità. Lo voglia o non lo voglia chi ci governa e chi ci governerà. Un ministro in carica ha parlato di incentivi, dimenticando la regola che gli incentivi prima si fanno e poi si annunciano altrimenti si ferma il mercato. Ma il mercato italiano non si è fermato e non si fermerà. Le previsioni dicono che nel 2018 le immatricolazioni sfioreranno quota 2.050.000, che nel 2019 si andrà oltre i 2.200.000 e poi arriveranno gli anni venti che potranno essere ricordati come i mitici anni venti dell’auto che non uccide e non inquina.
    Presidente Centro Studi Promotor

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