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Ilva, Boccia: «Emiliano ritiri il ricorso e discuta con…

L’appello da napoli

Ilva, Boccia: «Emiliano ritiri il ricorso e discuta con Calenda»

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia
Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia

«Voglio fare un appello: auspicherei che il governatore della Puglia ritirasse il ricorso su Ilva», è un invito molto accorato quello che il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, rivolge al governatore della Puglia perchè si sblocchi l’empasse sull’Ilva. L’appello è stato lanciato dal palco del Teatro Mercadante a Napoli nel corso del convegno indetto da Il Mattino su «Avere 20 anni al Sud, le ragioni per restare e per tornare». Occasione per accendere i riflettori su un Mezzogiorno che, nonostante la crescita del Pil, deve fare i conti con una forte emigrazione intellettuale. Un’ intera giornata di riflessioni e analisi a cui hanno preso parte tra gli altri il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda e il ministro della Coesione Territoriale e del Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, oltre al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e il sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

L’appello per l’Ilva
«Non entro nel merito – precisa Boccia –, anche se devo dire che se riparte l’Ilva riparte il Pil della Regione, ma auspico un dialogo costruttivo nella logica del recupero di un rapporto di fiducia tra Governo e Regione». Boccia invita il governatore Emiliano e il ministro dello Sviluppo Calenda affinchè entrino in una stanza, aprano un confronto serrato ed evitino il conflitto. «Non puoi fare ricorso prima di trattare – dice ancora il presidente degli industriali italiani – Questo è unb elemento di fiducia e coerenza. Occorre evitare la cultura del sospetto».

La risposta del ministro
Si discute di opportunità e di divario non ancora colmato. È a tutto ciò che si collega il ministro Calenda nel suo intervento. «Il ritardo del Sud – osserva Calenda – forse lo determina il fatto che quando viene un investitore ad investire 5,3 miliardi, caso unico nell’orbe terraqueo, il governatore della Regione fa il ricorso al Tar. Non credo esista posto nel mondo che si ci comporti così». E precisa: «Quell’investitore peraltro non viene ad aprire una nuova acciaieria, ma viene a riqualificare un’acciaieria esistente.

Su questo ci vuole una mobilitazione». Calenda conclude con una apertura che accoglie la proposta del presidente Boccia: «La mia stanza – dice – è sempre aperta, ho un tavolo convocato per il 20 dicembre, peraltro chiesto dal governatore, ha già partecipato a un tavolo prima di cui si era detto soddisfatto. Io sono al ministero dello Sviluppo economico a Via Veneto, sono andato a Taranto, sono pronto a ritornare in Puglia, sono pronto a fare qualunque cosa». Poi conclude: «Il governatore, in maniera un po’ sprezzante, ha detto che sono disperato. Ha ragione, sono disperato di perdere 5,3 miliardi per un investimento al Sud. Dovrebbero essere disperato lui quanto me».

La posta in gioco
«Se chiude l’Ilva chi paga? Se l’investitore arretra chi paga?», si domanda infine Boccia e ribadisce: «Il governatore deve incontrare Calenda e non usare l’arma della magistratura: sarebbe un bel segnale di fiducia tra le istituzioni ed eviterebbe ansietà all’investitore e ai sindacati. Servono i fondamenti dell’economia, ma anche comportamenti che siano esemplari».

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