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Lombardia, al via il tour elettorale di Gori in 100 tappe

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il candidato del centrosinistra

Lombardia, al via il tour elettorale di Gori in 100 tappe

  • – di Redazione online

Giorgio Gori, il candidato del centrosinistra alle regionali in Lombardia, dà il via al suo tour elettorale “Gori 100 tappe”, presentato questa mattina a Milano, e lo fa puntando soprattutto sulla Lombardia «più interna», «quella che non vede la politica in faccia» ma anche quella «dove abbiamo più margine di crescita e miglioramento». Le tappe del suo tour sono state scelte proprio in base ai risultati delle ultime elezioni regionali, quando il candidato era Umberto Ambrosoli, nei luoghi «dove siamo andati peggio».

«Questa Lombardia che andiamo a incontrare è quella che non si vede dall'ufficio del governatore della Regione», e per precisare meglio il concetto il sindaco di Bergamo nota: «In un'intervista Maroni diceva che la Lombardia sarà la nuova Silicon Valley: lo dice guardando lo skyline di Porta Nuova» ma «Milano è una cosa, la Lombardia è un'altra: ci sono molte disparità dal punto di vista dello sviluppo, ci sono territori completamente lasciati indietro e c'è stanchezza verso un centrodestra che ha promesso moltissimo e mantenuto molto poco».

Partenza domani da Valdidentro (Sondrio)
«Se abbiamo perso in passato è in larga misura responsabilità nostra», ha concluso Gori, che partirà domani con il suo tour da Valdidentro (Sondrio) e attraverserà poi tutte le provincie lombarde, dalla bergamasca a Sirmione e Orzinuovi nel bresciano, da Bellagio e l'Alto Lago comasco e lecchese a Casalmaggiore e Soresina nel cremonese, dal mantovano alle zone dell'Oltrepo
pavese. «Io non soltanto tengo la porta aperta, cerco di essere proattivo. La mia intenzione è di parlare con Grasso», dato che «ci sono tutte le ragioni perché
l'alleanza con Liberi e Uguali ci sia in Lombardia, anche in caso di concomitanza del voto».

Lo spazio di manovra non è chiuso secondo Gori. «Grasso ha detto che ci si potrà mettere d'accordo dopo il voto. In Lombardia non c'è un “dopo il voto”: si vince o si perde. Se si vince si governa e si cambia, oppure vince di nuovo il partito di Salvini», ha aggiunto. «Del resto Campo progressista ha già dichiarato che, a differenza di quanto farà sul piano nazionale, in questo caso collaborerà con noi per costruire un progetto forte e vincente. Credo che la stessa cosa possa fare Liberi e Uguali in termini anche di contributo al profilo politico e programmatico del nostro progetto».

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