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Manovra, dai vitalizi alla riforma Inps: stop a 2mila emendamenti

in commissione alla camera

Manovra, dai vitalizi alla riforma Inps: stop a 2mila emendamenti

Settimana decisiva, alla Camera, per capire quale sarà il volto definitivo della manovra 2018, senza possibilità di ulteriori ritocchi visti i tempi strettissimi prima dello scioglimento delle Camere. A guidare le danze sarà la commissione Bilancio di Montecitorio, che oggi ha passato al setaccio dell'ammissibilità gli oltre 5.900 emendamenti fin qui depositati (un record per questa legislatura), scrematura che ha portato ad escluderne almeno 2mila.

Stop a emendamenti su vitalizi, nuova governance Inpse ius soli
Fra le proposte di modifica tagliate fuori per ragioni di estraneità di materia o per ragioni di copertura , ha spiegato il presidente e relatore Francesco Boccia (Pd) ci sono «la riforma della governance di Coni e Inps, quella sui vitalizi, e le norme sulla giustizia civile e penale». Dall’elenco dei desiderata saltano anche la stretta sull'uso del cellulare alla guida e l'introduzione del seggiolino anti-abbandono, considerate norme estranee alla materia della manovra e quindi dichiarate inammissibili. L’ammissibilità degli emendamenti, ha chiarito Boccia, è necessariamente connessa a «risparmi o maggiori spese ovviamente coperte finanziariamente», ma la manovra non deve per questo trasformarsi in «un mostro a tre teste», con un eccesso di misure eterogenee rispetto al provvedimento presentato dal governo creando nei fatti un «secondo testo».

Niente da fare anche per le misure che puntavano a introdurre lo ius soli via emendamento in manovra. La proposta di Sinistra italiana - Possibile è infatti stata giudicata, secondo quanto si apprende, inammissibile.

Emendamenti “segnalati”, votazioni da mercoledì
Il passaggio in commissione entrerà nel vivo mercoledì, quando si passerà all’esame e alle votazioni circoscritte ai soli emendamenti “segnalati” (entro domani) dai gruppi parlamentari, che non potranno superare gli 820 emendamenti. Tra questi dovranno rientrare anche le decine di proposte già approvate dalle varie commissioni, che questa volta non saranno più considerate automaticamente segnalate “fuori quota”. Il testo è atteso in Aula martedì 19 dicembre.

Cantiere aperto per Web tax, pensioni ed Enti locali
Quanto alle modifiche realisticamente in cantiere, i capitoli su cui si concentrerà la quinta commissione di Montecitorio vanno dal completamento del pacchetto pensioni con l'ampliamento della platea dell'Ape social da finanziare con i risparmi di quest'anno, al pacchetto enti locali, in particolare per Comuni e Regioni. Queste ultime richiedono risorse ingenti (circa 300 milioni di euro) e nel frattempo hanno rinviato ancora il parere sulla manovra (al 14 dicembre) e chiesto un incontro al premier Paolo Gentiloni. Più avanzato invece il confronto tra Governo e Comuni: per quelli in pre-dissesto o che hanno già elaborato un piano di riequilibrio potrebbero avere tempo fino all'inizio dell'estate per metterli a punto. In evidenza anche il bonus bebè, che i centristi di Ap chiedono di rafforzare e confermare fino a tre anni di vita dei bimbi. Per tutte le proposte ancora in bilico le risorse sono comunque al lumicino, visto che i senatori hanno utilizzato quasi tutto il fondo per le spese indifferibili destinato alle modifiche parlamentari. Proprio per questo si partirà dal restyling della web tax, che dovrebbe essere anticipata al 2018, allargata anche all'e-commerce e con una riduzione del prelievo all'1-2%, con l'obiettivo di portare in cassa almeno 600 milioni di euro. Sul tavolo anche le modifiche al servizio postale universale, per includere i pacchi fino a 5 kg. Sul fronte delle entrate si potrebbe tornare a ragionare sulla tassa sul fumo, come chiede la commissione Affari sociali.

Anm contro: «Inaccettabile emendamento su processo civile»
In attesa di capire se sopravviverà alla ghigliottina dell’ammissibilità, la riforma del rito sommario finisce intanto nel mirino dell’Anm, che in una nota firmata dal preidente Eugenio Albamonte definisce l'emendamento in materia «inaccettabile sia nel merito, sia nel metodo», perchè « una materia così delicata e fondamentale per il sistema giustizia» non puo’ «essere inserita in un provvedimento di ben altra natura».Le regole del processo - ribadisce quindi l’associazione magistrati - «non sono un inutile impedimento, ma contribuiscono alla decisione del giudice, pertanto potrebbe essere un errore fatale accorciare i tempi del processo in questo modo». Il problema, conclude la nota di Albamonte, «è sempre lo stesso: senza riforme strutturali, senza interventi sul carico del contenziosi e sulle risorse, il comparto giustizia rischia di rimanere paralizzato e noi ci troveremmo di fronte all'ennesima legge- manifesto che scarica sui giudici l'inefficenza di un sistema».

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