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Responsabilità civile sanitaria: premi per 592 milioni di euro nel…

LA FOTOGRAFIA SCATTATA DALL’IVASS

Responsabilità civile sanitaria: premi per 592 milioni di euro nel 2016

Fotogramma
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Premi per 592 milioni di euro nel 2016. Sinistri denunciati alle compagnie in calo del 20% rispetto al 2015, per un totale di 15.360. Circa 300.000 unità di personale e quasi 5mila strutture (di cui poco più di 700 pubbliche) assicurate, in netta diminuzione, queste ultime, rispetto agli anni precedenti. La fuga conclamata delle compagnie da un mercato “a macchia di leopardo”, in cui il 95% dei premi è raccolto da 13 imprese, sei delle quali estere, con la presenza di una sola compagnia italiana nel segmento delle strutture sanitarie pubbliche.

La fotografia della Rc sanitaria scattata dall’Ivass
Per la prima volta l’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) rende noti i dati statistici ufficiali sulla responsabilità civile sanitaria in Italia nel suo Bollettino statistico, relativo al periodo 2010-2016. I principali dati di mercato sono stati ripartiti nelle tre grandi categorie di assicurati: strutture sanitarie pubbliche, strutture sanitarie private e medici e operatori sanitari. La nuova base statistica – rilevano dall’Istituto e dall’Ania, l’Associazione nazionale delle imprese assicuratrici, rappresenta anche uno strumento indispensabile per misurare gli effetti della nuova legge di riforma della responsabilità civile medica (la “Riforma Gelli”), in vigore dal marzo scorso e ancora in attesa dei decreti attuativi sulla parte assicurativa.

Gli indicatori della ricerca
Nel documento vengono presentati i principali indicatori quantitativi relativi a due tipi di modalità di copertura: quelle acquisite tramite polizze assicurative per i rischi da r.c. sanitaria, offerte dalle imprese di assicurazione dietro pagamento di un premio; quelle che le strutture sanitarie pubbliche costituiscono tramite autoritenzione (o autoassicurazione) del rischio. Per il primo tipo di coperture, la fonte statistica è un’indagine condotta dall’Ivass presso le imprese di assicurazione, mentre i dati relativi al secondo tipo di coperture sono forniti dal ministero della Salute, che raccoglie i bilanci delle strutture sanitarie pubbliche.

I numeri in campo
Nel 2016 i 592 milioni di premi raccolti nella r.c. sanitaria hanno rappresentato il 14,1% del totale dei premi del ramo r.c. generale di cui il rischio fa parte. La quota scende a 8,7% per le imprese italiane, mentre ammonta a 25,4% per le imprese estere. Nel periodo 2012-2016, il divario delle due quote è stato sempre notevole, indicando una maggiore propensione delle imprese estere ad operare nel settore. La r.c. sanitaria - spiegano ancora dall’Ivass - si caratterizza per una concentrazione di mercato superiore rispetto a quella del ramo di appartenenza: nel 2016 i premi raccolti dalle prime 5 e dalle prime 10 imprese ammontavano rispettivamente al 71,3% e all’89,7% del totale (le due quote scendono al 48,5% e al 69,3% per il ramo r.c. generale). I premi raccolti nel 2016 sono stabili rispetto al 2015 (la raccolta per quell’anno era pari a 592 milioni) e si ripartiscono tra strutture sanitarie pubbliche (284 milioni di euro), strutture private (93 milioni) e operatori sanitari (215 milioni). Nel periodo 2010-2016 sono stati raccolti nel complesso 4.555 milioni di euro di premi. Nel complesso sono assicurate 4.916 strutture (di cui 721 pubbliche) e 302.965 operatori sanitari (di cui 73% medici). Rispetto al 2010, il numero di strutture pubbliche assicurato è dimezzato, mentre la flessione del numero di strutture private è più contenuta (–23,8%). Nello stesso periodo sono invece in aumento il numero di sanitari assicurati (+76,3%). Nel 2016 una struttura sanitaria pubblica paga un premio medio di 393.813 euro, contro i 22.204 di una struttura privata; entrambi i valori risultano superiori rispetto a quelli del 2010 (rispettivamente del 7,5 e del 53,7%). Nello stesso periodo, il premio medio pagato dagli operatori sanitari è in flessione del –13,1% (710 euro nel 2016, contro 817 euro nel 2010). Il premio medio pagato dal personale medico (906 euro) risulta quasi 5 volte superiore a quello corrisposto dal personale sanitario non medico (189 euro). Rispetto alla media nazionale, i premi sono più elevati nel Nord ovest, più bassi nelle isole.

L’evoluzione delle denunce e dei risarcimenti
Nel 2016 le compagnie hanno ricevuto la metà delle denunce ricevute nel 2010 (15.360 contro 29.991). La flessione ha riguardato soprattutto le strutture pubbliche (3.793 denunce, contro le 16.664 di sei anni prima). La diminuzione delle denunce di sinistro presentate da strutture sanitarie private è stata meno accentuata (5.242 denunce nel 2016, rispetto alle 3.075 di sei anni prima). Oltre che alla diminuzione del numero delle strutture assicurate, il calo delle denunce tra 2010 e 2016 è dovuto anche alla flessione del tasso di denunce per struttura (–56% per le strutture pubbliche, –23% per quelle private). I sinistri denunciati dal personale sanitario risultano invece in leggero aumento (8.492 denunce nel 2016, rispetto alle 8.085 del 2010). In termini percentuali questo incremento è del +5%, molto inferiore rispetto a quello degli assicurati nello stesso periodo, come effetto del calo del tasso di denunce per unità di personale (–40%). Fino al 2016 sono stati risarciti a titolo definitivo 40.444 sinistri denunciati tra 2010 e 2016), 92% dei quali erano relativi a denunce pervenute prima del 2015. I risarcimenti corrispondenti sono ammontati a 1.590 milioni di euro (96% dei quali per le denunce precedenti il 2015). Solo il 3,5% delle denunce di sinistri con seguito pervenute nel 2016, relative alle strutture sanitarie pubbliche, sono definite e pagate nello stesso anno. La percentuale aumenta a 12,5% per le strutture private e a 5,2% per gli operatori sanitari. Le percentuali sono inferiori per quanto riguarda gli importi: per le denunce del 2016 relative alle strutture pubbliche, solo lo 0,6% dei risarcimenti previsti viene liquidato nello stesso anno (contro 3,2% per le strutture private e 2,7% per gli operatori sanitari).

Il fenomeno “autoassicurazione”: accantonamenti superiori ai premi
Sia gli accantonamenti annuali sia i fondi da essi alimentati, costituiti per l’autoritenzione del rischio, sono in costante crescita nel quadriennio 2012-2015 in tutte le tre macro aree geografiche considerate (Nord, Centro e Sud-Isole). Aumentano maggiormente le risorse delle strutture sanitarie rispetto a quelle dalle amministrazioni sanitarie regionali. Queste ultime rappresentano il 12,2% degli accantonamenti e il 17,1% dei fondi del 2015. Nel 2015 - scrive l’Ivass - gli accantonamenti totali sono ammontati a 468 milioni di euro (più del doppio dei 170 milioni del 2012), mentre l’ammontare complessivo dei fondi di copertura è risultato pari a 1.185 milioni di euro (oltre il triplo rispetto ai 319 milioni del 2012). Il 76,6% del fondo di copertura al 2015 era stato costituito da 7 regioni. Le tre regioni con le quote maggiori erano la Lombardia (16%), il Lazio (14,6%) e la Sicilia (11,5%). Gli accantonamenti e i premi pagati alle imprese assicurative per i rischi da r.c. sanitaria delle strutture pubbliche sono grandezze finanziarie in qualche misura confrontabili, essendo risorse stanziate annualmente a fronte dello stesso rischio, gestito internamente (con gli accantonamenti) o tramite ricorso al mercato (con i premi). Nel 2014 e 2015 gli accantonamenti sono risultati superiori ai premi assicurativi (rispettivamente del 36% e del 47,7%).

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