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Bersani a Gentiloni: forbice disuguaglianza si è allargata

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un anno di governo del nuovo premier

Bersani a Gentiloni: forbice disuguaglianza si è allargata

  • – di Redazione Online

Gentiloni lascia un Italia più stabile? È opinabile. La stabilità dipende dal tasso di diseguaglianza e qui la forbice s'è allargata». Lo ha detto Pierluigi Bersani (LeU) ai microfoni di Radio anch'io, su Rai Radio 1, commentando le dichiarazioni del premier, che in un colloquio con La Stampa in occasione dei suoi 365 giorni a palazzo Chigi ha dichiarato: «Lasciamo un’Italia più stabile», un Paese che «ha superato la sua crisi più grave e che non deve disperdere gli sforzi fatti in comune». L’Italia, ha aggiunto il premier, «è tornata a crescere, si attesterà su un dato tra l’1,5 e il 2%. Vedremo quale sarà il dato finale. Ma per stare tra l'1,5 e il 2, basta arrivare all'1,76».

Bersani al premier: forbice disuguaglianza allargata
«La crescita italiana è un punto sotto l'Europa, ma dobbiamo vedere come è distribuita. Caro Gentiloni, come mai cresciamo e l’Italia è più irritata?» ha replicato a Gentiloni Pierluigi Bersani (LeU). E ha aggiunto: «Non ho nulla contro Gentiloni ma come faccio a dimenticare che ha messo tante fiducie sulla legge elettorale? Nulla di personale ma le cose sono queste».

A Pd su foglioline nel simbolo: «da che pulpito arriva predica»
Quanto alle critiche espresse dal Pd sulle cosiddette “foglioline”, presenti sul simbolo di Liberi e Uguali. Bersani ha sottolineato come il suo movimento abbia ben due capigruppo donne, a differenza dei dem (Cecilia Guerra, capogruppo di Mdp al Senato e Loredana De Petris, presidente del gruppo misto - Sinistra Ecologia e Libertà al Senato, ndr). E ha aggiunto: «Direi al Pd, ma da che pulpito arriva la predica...».

Tutto è nato dalle parole usate dal leader di Liberi e Uguali Pietro Grasso, che nel presentare il simbolo della nuova formazione politica durante la trasmissione “Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio ha detto: «C'è scritto liberi/libere perché abbiamo come elemento fondante la parità di genere». E ancora: «Ci sono delle foglioline accanto alla i, che danno l’idea dell’ambiente, e questa E che dà la possibilità di individuare le donne come elemento fondante della nostra formazione politica». Parole che non sono piaciute a una parte del mondo femminista. Fulvia Bandoli ha criticato il nome di Grasso nel simbolo e «le tre foglie multitasking ambiente/Costituzione/donne». E ha puntualizzato: «Noi donne non siamo ornamentali». Mentre la giornalista Marina Terragni ha lanciato il «partito delle foglioline incazzate»

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