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Boccia: dibattito su contratti a termine non è una priorità

poletti: riflessione aperta

Boccia: dibattito su contratti a termine non è una priorità

  • – di Redazione Online

«Mi sembra che il dibattito che si sta aprendo sui contratti a termine non sia una priorità, non è una grande soluzione e mi pare che non risolva alcunché. Se poi dobbiamo perdere tempo e concentrarci su queste cose, vuol dire che c’è un'altra sensibilità sulle priorità». Lo ha detto il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia a margine dell’assemblea di Assofondipensione, intervenendo sul tema delle possibili modifiche delle norme sul lavoro nella legge di bilancio all’esame della Camera. La grande priorità per Boccia «è il cuneo fiscale e un grande piano shock di inclusione dei giovani». Sicché, se si vuole intraprendere un’altra strada «noi non lo condividiamo».

Poletti: su contratti a termine riflessione aperta
«Credo sia un tema su cui fare un approfondimento per valutare gli impatti di eventuali modifiche. Bisogna guardare bene la dinamica realizzata nel tempo. Se ci convinceremo insieme al Parlamento che intervenire sulla base di una valutazione di merito si prendono le decisioni. Questa riflessione è aperta e la stiamo facendo» ha replicato il ministro Giuliano Poletti a margine dell’assemblea di Assofondipensione, lasciando intendere che nessuna decisione è stata ancora presa. Sui contratti a termine una parte del Pd vorrebbe modificare nella legge di bilancio la durata massima da 36 a 24 mesi, riducendo anche le proroghe (da 5 a 3).

Anche il presidente dell’Inps, Tito Boeri, nel suo intervento alla presentazione del rapporto annuale sul lavoro, ha chiesto al legislatore di «valutare se non è il caso di rivedere la norma che permette fino a cinque rinnovi», giudicando «preoccupante che la crescita dei contratti a tempo determinato sia legata a quelli di brevissima durata, sotto i tre mesi». Da segnalare inoltre che la commissione Bilancio della Camera, ieri ha ritenuto ammissibile l'emendamento alla manovra, primo firmatario Cesare Damiano (Pd), che punta a innalzare gli indennizzi per i licenziamenti illegittimi, da 4 a 8 mensilità(minimo) e da 24 a 36 mesi (massimo), anche se il governo frena sull'ipotesi di approvazione del testo.

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