Italia

Consip, nuove accuse per gli ex Noe: hanno depistato le indagini

  • Abbonati
  • Accedi
scafarto e sessa interdetti per un anno

Consip, nuove accuse per gli ex Noe: hanno depistato le indagini

Nuova contestazione per il maggiore dei carabinieri Gianpaolo Scafarto, il militare già indagato nell’inchiesta Consip con l’accusa di ver manipolato una informativa col presunto scopo di incastrare Tiziano Renzi a reati con l'imprenditore Alfredo Romeo. In concorso con il colonnello Alessandro Sessa, avrebbe compiuto il reato di depistaggio. Intanto il gip della Capitale ha già emesso una ordinanza interdittiva a un anno per i due ufficiali, ex investigatori del Noe (Nucleo operativo ecologico).

Il capo d’imputazione della Procura
Stando al capo d’imputazione relativo al depistaggio, Scafarto e Sessa «al fine di sviare l’indagine relativa all’accertamento degli autori mediati e immediati della violazione del segreto a favore dei vertici della società pubblica immutavano artificiosamente lo stato delle cose connesse al reato. In particolare Scafarto Gianpaolo che aveva seguito il sequestro in data 10 maggio 2017 del proprio smartphone al fine di accertare la natura del contenuto delle comunicazioni sia con gli altri militari impegnati nelle suddette indagini sia con estranei alle stesse su richiesta e istigazione di Sessa Alessandro e al fine di non rendere possibile ricostruire compiutamente le conversazioni intervenute con l’applicativo whatsapp provvedeva a disinstallare dallo smartphone in uso a Sessa il suddetto applicativo con l’aggravante di aver commesso il fatto mediante distruzione o alterazione di un oggetto da impiegare come oggetto di prova o comunque utile alla scoperta del reato o al suo accertamento».

Le precedenti accuse
Al maggiore ex Noe, Gianpaolo Scafarto i pm romani contestano oltre al reato di depistaggio, anche 5 falsi e due rivelazione del segreto d’ufficio: una verso l’Aise, e l’altra verso il giornalista del quotidiano La Verità, Giacomo Amadori. Le altre note contestazioni riguardano, invece, la frase attribuita erroneamente a Romeo su un incontro con Tiziano Renzi, papà dell’ex premier e attuale segretario del Pd Matteo (pronunciata invece dall'ex An Italo Bocchino), e numerosi errori su un presunto e mai provato coinvolgimento dei Servizi segreti. Al colonnello Sessa invece i magistrati hanno contestato un precedente episodio di depistaggio per «false dichiarazioni» ai pm durante un precedente interrogatorio.

© Riproduzione riservata