Italia

Fondo banche, sale la dote per risarcire i risparmiatori

misure sui crack bancari

Fondo banche, sale la dote per risarcire i risparmiatori

Irrobustire la dote del Fondo di ristoro finanziario destinato a risarcire i risparmiatori rimasti vittime dei crack bancari. Governo e maggioranza stanno lavorando per centrare questo obiettivo con un emendamento alla manovra all’esame della commissione Bilancio della Camera. Il testo arrivato dal Senato prevede una dotazione di 25 milioni l’anno per il biennio 2018-2019, che ora potrebbe essere quanto meno raddoppiata. La questione ha fatto capolino nella riunione tra esecutivo e maggioranza che si è tenuta ieri a Montecitorio per definire il pacchetto di ritocchi al disegno di bilancio da mettere al voto in Commissione. A meno di sorprese dell’ultim’ora con le votazioni si partirà oggi cominciando dal capitolo degli enti locali e delle regioni su cui sono attese diverse modifiche. Sempre tra oggi e domani arriverà l’emendamento del Governo sulle pensioni che estende l’Ape sociale ad altre quattro categorie di lavori gravosi (agricoli, marittimi, pescatori e siderurgici) in aggiunta alle 11 già previste.

Verso web tax semplificata
Le linee guida dell’emendamento pensioni sono state vagliate ieri nel corso della riunione tra Governo e maggioranza. Avendo a disposizioni almeno 200 milioni per coprire l’intervento, ricavati dalle risorse rimaste inutilizzate per l’Ape social nel 2017, il Governo dovrebbe anche raddoppiare il bonus contributivo (da sei mesi a un anno per ogni figlio fino a un massimo di 2 anni) per facilitare l’accesso alle donne all’Anticipo pensionistico. Dal Governo è arrivata anche la conferma che si sta lavorando a una semplificazione della web tax introdotta al Senato per le sole società di servizi prevedendone l’estensione “all’e commerce” .

Circa 1.000 emendamenti “segnalati”
In tutto gli emendamenti cosiddetti segnalati che saranno votati dalla commissione sono poco più di mille sui circa 4mila sopravvissuti al colpo di scure arrivato con le inammissibilità. In particolare, dai gruppi parlamentari sono stati indicati come prioritari più di 900 emendamenti, mentre un altro centinaio è arrivato dalle commissioni. Tra questi, ad esempio, quelli della Finanze che rinviano l’addio agli studi di settore al 2019, riscrivono il calendario delle scadenze per la precompilata e il modello 770 dei sostituti d’imposta, autorizzano la Guardia di Finanza ad accedere all’anagrafe dei conti in sinergia con le Entrate. E ancora: quelli della commissione Lavoro sui licenziamenti collettivi, che prevedono l’indennizzo fino a 8 mensilità (oggi sono 4 mensilità). Sul “taglia-tempi” dei processi civili e sulle liti temerarie si è abbattuta invece la scura dell’ammissibilità. E a vuoto è andato anche il tentativo di ripescaggio del ministero della Giustizia.

Le altre misure concordate
Sul fronte regioni è in arrivo il via libera del Governo a un emendamento del Pd che riduce di 400 milioni e non più solo di 100 milioni il contributo delle Regioni alla Finanza pubblica per le spese non sanitarie. Con altri ritocchi mirati il Pd punta a sbloccare le assunzioni di personale anche dirigenziale nelle città metropolitane, e nelle province delle Regioni a statuto ordinario (per queste ultime nel limite di spesa pari al 100% di quella sostenuta per il personale di ruolo cessato nell’anno precedente). Il Mef, almeno sulle città metropolitane fa muro, ma ieri i Democratici hanno intensificato il loro pressing.

© Riproduzione riservata