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Contratti a termine, verso la riduzione da 36 a 24 mesi

intesa nella maggioranza

Contratti a termine, verso la riduzione da 36 a 24 mesi

Intesa nella maggioranza in tema di lavoro. Secondo quanto si apprende da fonti che hanno partecipato alla riunione di questo pomeriggio sugli emendamenti alla manovra, sarebbe stato raggiunto l’accordo per tagliare il tetto di durata dei contratti a tempo dagli attuali 36 a 24 mesi. I gruppi parlamentari hanno presentato varie proposte su questo tema, che sarà affrontato insieme ad altri capitoli, a partire da domani quando avranno inizio le votazioni in commissione Bilancio alla Camera. Il ministro Poletti questa mattina aveva sottolineato che si tratta di un tema sui fare «un approfondimento per valutare gli impatti di eventuali modifiche. Bisogna guardare bene la dinamica realizzata nel tempo, sulla base di una valutazione di merito si prendono le decisioni. Questa riflessione è aperta e la stiamo facendo».

Poletti, in arrivo emendamento su Ape social
«I risparmi ci sono, l'emendamento ci sarà e gli argomenti sono essenzialmente quelli riferiti al documento che avevamo presentato ai sindacati» con l'allargamento dell'Ape social alle nuove categorie dei lavori gravosi e con maggiori 'sconti' alle donne. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a chi gli chiedeva se le modifiche all’anticipo pensionistico saranno in manovra. Il ministro ha rassicurato sulle risorse, ricavate dalle mancate spese. «L'emendamento arriverà in commissione alla Camera e sarà costituito sulla base dei risparmi».

PARLAMENTO 24/Ddl Bilancio, in commissione è lora degli emendamenti

Emendamenti segnalati lievitati a quota mille
Lievitato il numero dei cosiddetti “emendamenti segnalati” saliti da 800 a mille in pochi giorni, ma banche, web tax e enti locali sono i cantieri certamente aperti e sui cui è molto probabile che qualche ritocco arrivi.

Si lavora a un aumento del Fondo ristoro risparmiatori
Intanto la maggioranza lavora alla Camera all'aumento delle risorse disponibili per il 'Fondo ristoro finanziario risparmiatori'. Lo strumento è entrato in Manovra in Senato con una dote complessiva di 50 milioni, tra 2018-2019, e l'obiettivo indennizzare le 'vittime' delle recenti risoluzioni e liquidazioni bancaria.

Il correttivo al diritto autore recepisce i rilievi dell’ Antitrust
Arriva via emendamento alla legge di bilancio il correttivo alle norme sul diritto d'autore che con il decreto fiscale hanno messo fine al monopolio Siae ma, a giudizio dell’Antitrust, «solo parzialmente». Una proposta di modifica alla manovra presentata dal presidente della commissione Affari costituzionali della Camera Andrea Mazziotti di Celso, apre infatti la concorrenza non più solo agli organismi di gestione collettiva, ma anche alle «entità di gestione indipendente» (come Soundreef), recependo così a pieno le indicazioni dell'Autorità garante.

Allo studio un nuovo intervento sulla web tax
Tra le altre correzioni al testo licenziato da Palazzo Madama figurano un nuovo intervento sulla web tax (possibile l'estensione della tassazione all'e-commerce mentre sono ancora da confermare eventuali modifiche al sistema del sostituto d'imposta e all'anticipo dell'entrata in vigore dal 2019 a metà 2018).

Chiesto lo stop ai contratti Cococo per i giornalisti
«È stato dichiarato ammissibile il nostro emendamento alla legge di stabilità che impedisce l'uso dei contratti di Cococo per le collaborazioni giornalistiche. Auspichiamo naturalmente una sua approvazione a larga maggioranza», hanno sottolineato Walter Verini e Dario Ginefra. I deputati dem hanno spiegato che «l'emendamento è molto importante perché consentirebbe di recepire una recente giurisprudenza del Consiglio di Stato secondo la quale il lavoro giornalistico è sempre connotato 'da alcuni caratteri del lavoro subordinato' e pertanto deve essere 'meritevole di tutele assimilabili a quelle ad esse assicurate’».

Avvocati contrari alla copia cartacea nel processo telematico
Intanto con una lettera inviata alla Presidenza del Consiglio dei ministri e ai presidenti di Camera e Senato, l'Unione nazionale avvocati amministrativisti e l'Unione nazionale avvocati Enti Pubblici hanno espresso ferma contrarietà all'emendamento alla legge di bilancio che mira ad estendere per tutto il 2018 l'obbligo di deposito della copia cartacea di tutti gli atti processuali nell'ambito del Processo amministrativo telematico. Si contraddice, scrivono gli avvocati, la ratio stessa del processo amministrativo telematico, cioè la dematerializzazione fin dal primo atto introduttivo del giudizio.

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