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Biotestamento, regge asse Pd-M5S: superata la prova dei voti segreti

oggi il voto finale

Biotestamento, regge asse Pd-M5S: superata la prova dei voti segreti

L'Aula del Senato ha terminato in serata l’esame dei 3mila emendamenti presentati al disegno di legge sul biotestamento. La maggioranza, con un inedito asse Pd-M5s, ha superato la prova dei voti segreti, una quindicina, indenne. Molte proposte di modifica sono state “cangurate”, cioè ridotte di numero, ma tutte, inesorabilmente, sono state respinte. La seduta si è chiusa così prima del previsto. Giovedì 14 dicembre alle 9.30 prenderanno il via le dichiarazioni di voto e poi ci sarà il voto finale del provvedimento.

No con voto segreto a modifica idratazione
Tra gli emendamenti respinte nell’aula del Senato con voto segreto quello a prima firma Gaetano Quagliariello (Idea), che chiedeva di mantenere sempre i trattamenti di sostegno vitale, ovvero l’idratazione e nutrizione. Uno dei nodi del provvedimento, già approvato dalla Camera il 20 aprile scorso. Dopo aver respinto tutti gli emendamenti, anche quelli a scrutinio segreto, l’Aula del Senato ha dato il via libera all’articolo uno del provvedimento sul testamento biologico sul consenso informato (prevede che, nel rispetto della Costituzione, nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata). A seguire il via libera anche all’articolo 2 del disegno di legge (garantisce lo svolgimento, da parte del medico, di un'appropriata terapia del dolore anche in caso di rifiuto del paziente al trattamento sanitario), dell’articolo 3 (concerne le persone minori di età o incapaci).

Dal consenso informato alle «Dat»
Cuore del provvedimento è l'articolo 4, anche’esso approvato in serata, che prevede che «ogni persona maggiorenne, capace di intendere e volere, in previsione di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può, attraverso Disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonchè il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali». Le Dat, sempre revocabili, risultano inoltre vincolanti per il medico e «in conseguenza di ciò - si afferma - è esente da responsabilità civile o penale». Approvato anche l’articolo 5 sulla pianificazione condivisa delle cure.

Asse Pd-M5s per l’approvazione
È stato il capigruppo del Pd al Senato Luigi Zanda a chiedere martedì scorso che venisse messo subito nel calendario dell’aula l’esame del ddl sul biotestamento, sul quale c'è convergenza tra Pd e M5s. E per la cui approvazione premono anche Campo progressista e “Liberi e Uguali”, il nuovo raggruppamento di sinistra guidato dal presidente del Senato Pietro Grasso. «Ci auguriamo davvero che i voti segreti, richiesti da Centro destra e Lega nel tentativo di affossare la legge, non riservino ai cittadini italiani brutte sorprese. Infatti, qualunque emendamento approvato determinerebbe una modifica al testo, che verrebbe rispedito alla Camera e affossato definitivamente. Proprio per questo il MoVimento 5 Stelle non ha presentato alcun emendamento, e ribadisce il suo sì a questa legge di civiltà, che vogliamo venga approvata entro domani» si legge in un post del M5s su Facebook.

Senatori cattodem: ok testo, evita accanimento
«Voteremo a favore del disegno di legge sul consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento perché avevamo l’obiettivo di evitare sia l’accanimento terapeutico, sia ogni pratica di suicidio assistito ed eutanasia, e così è. Il fatto che suicidio assistito ed eutanasia non siano esplicitamente escluse è
irrilevante, poiché una pratica è consentita solo se espressamente prevista per legge, e ciò non è» scrivono in una nota 14 senatori catto-dem del Partito democratico, tra cui Stefano Lepri, Roberto Cociancich, Giorgio Santini e Francesco Scalia. «Avremmo voluto - concludono i parlamentari - rendere il testo più completo e corretto, soprattutto utilizzando il termine “dichiarazioni”, invece che “disposizioni”. Era ragionevole prevedere la presenza di un medico all'atto della stesura delle Dat (le disposizioni anticipate di trattamento). È necessario avere un registro unico delle Dat, e infatti si sta opportunamente intervenendo alla Camera per prevederlo. Tuttavia non abbiamo presentato e votato emendamenti in tal senso, perché alla Camera è già stato fatto un alto lavoro di sintesi».

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