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Il Fisco scrive agli italiani: ecco come spendiamo le vostre tasse

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l’incontro sulla burocrazia

Il Fisco scrive agli italiani: ecco come spendiamo le vostre tasse

«Dall’anno prossimo manderemo una lettera ai contribuenti per far sapere loro come le imposte pagate sono state spese dallo Stato: hai pagato 10 mila euro, bene, lo Stato li ha spesi in questo modo». L’annuncio è del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, durante il convegno di Rete imprese Italia sulla burocrazia. «È giusto che si sappia, è necessario far comprendere questi soldi dove arrivino», per macro voci (come sanità o istruzione). Ed è anche, aggiunge, un modo per «fare educazione civica».

La burocrazia per le piccole imprese si traduce, tra costi diretti e tempo perso, in un onere annuo che arriva a pesare fino a quasi il 40% dei profitti lordi per un valore complessivo medio di 33 miliardi di euro. La denuncia sulla più vecchia delle malattie che assilla la vita di cittadini e aziende arriva dalle stime di Rete imprese contenute in una ricerca sui costi della Pa presentato alla ministra Marianna Madia. Lo studio rileva come il settore più colpito sia quello della ristorazione dei pubblici esercizi (in media oltre 11 mila euro). Con «l’eccesso di adempimenti che riduce il profitto lordo del 39%», avverte l’indagine messa a punto dal centro studi diretto da Mariano Bella. Per il presidente di Rete imprese Italia Carlo Sangalli «è un prezzo che nessuna impresa merita di pagare». Guardando all'universo delle imprese fino a 19 addetti la ricerca rileva che «il costo aggregato dell’eccesso di burocrazia è compreso tra i 28,1 e i 38,5 miliardi di euro». Calcolando l’aggravio per ogni singola azienda in media si pagano precisamente 7.900 euro annui, dagli 8.125 di Napoli agli 8.020 di Roma fino ai 7.562 di Milano. Analizzando i diversi comparti a pagare di più è la ristorazione (11.124) meglio va nel commercio (7.381) e nella manifattura (5.809). Non solo, «quasi un quarto delle imprese perde 20 ore al mese per assolvere agli adempimenti burocratici».

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Per il presidente di Rete imprese Carlo Sangalli «si tratta di effetti dannosi, pericolosi, che incidono sul rapporto di fiducia tra imprese e Pa».La soluzione, spiega, «passa per la semplificazione e la digitalizzazione». Da qui la proposta di Rete imprese Italia e cioè di accelerare il percorso di una sempre maggiore digitalizzazione fino ad arrivare, al più presto, al totale azzeramento dell’obbligo di tenere la documentazione cartacea nei rapporti tra amministrazioni ed imprese. «Abbiamo bisogno di buona burocrazia - ha concluso Sangalli - che, qualche volta, significa anche meno burocrazia».

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