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Derivati, Cannata (Tesoro): non condivido tesi della Corte…

audizione in commissione d'inchiesta

Derivati, Cannata (Tesoro): non condivido tesi della Corte Conti, non pagati 4 miliardi

  • – di Redazione online

«Non condivido in nulla la tesi della procura della Corte dei Conti e sono rimasta un po’ colpita che la requisitoria sia avvenuta in questa sede, anziché nella sede giudicante della Corte». Il dirigente generale del Tesoro per il debito pubblico, Maria Cannata, replica così nella commissione d'inchiesta sul sistema bancario a quanto affermato ieri dalla procura della magistratura contabile. Cannata ha inoltre precisato che a seguito della chiusura anticipata dei contratti derivati esercitata da Morgan Stanley a fine 2011, «il pagamento effettuato non è stato di 4 miliardi». La stessa somma è quella richiesta dalla Corte a titolo di risarcimento, come danno stimato. Cannata ha fatto riferimento, ma rimandando a una successiva conferma, a una cifra «intorno a 3,1 miliardi».

«Contesto che si sia firmato in inferiorità»
«Contesto il fatto - ha puntualizzato - che noi si sia rimasti passivi, che non si sia intervenuti o che si siano sottoscritti in condizione di inferiorità». Cannata ha risposto così a domande del vice presidente della Commissione, Renato Brunetta, relative ai contratti 'swap option' con le clausole di interruzione anticipata sottoscritte con la banca d'affari Morgan Stanley e ai conseguenti pagamenti. Il riferimento, indicato da Cannata, erano «le sei operazioni di ristrutturazione o chiusura tra fine 2011 e inizio 2012».

Da Deutsche non ci fu ”aggressione” nel 2011
«Abbiamo chiesto spiegazioni che ci sono sembrate ragionevoli e non abbiamo trovato niente di deplorevole», anzi «nel secondo semestre del 2011 Deutsche Bank» ha avuto un flusso netto di acquisti di 1,1 miliardi di titoli di Stato, «cosa che a noi serviva in un momento di turbolenza del mercato» che è poi terminato a settembre 2012 con l'annuncio della Bce. Così Cannata ha spiegato, rispondendo a Brunetta, sulla vendita di titoli di Deutsche Bank nel 2011, oggetto di indagine alla Procura di Milano. La notizia dello smobilizzo nel primo semestre provocò nel mercato e sulla stampa (con un duro articolo dell'Ft) un allarme verso i titoli di Stato dei paesi periferici e in specie l'Italia.

La Cannata ha ricordato come Deutsche ha avuto un deflusso netto nel primo semestre 2011 di 4,9 mld. «La banca - ha detto - in quel periodo comprava su piattaforma trasparenti di mercati regolamenti e poi rivendeva over the counter (non regolamentati), questo non è comportamento di chi vuole aggredire ma di chi vuole vendere senza turbare il mercato». «La giustificazione - ha aggiunto - che ci hanno dato era che Deutsche aveva acquistato Post bank e aveva un enorme portafoglio di titoli Stato (oltre 10 mld) italiani che diventava così troppo pesante e quindi erano costretti a ridurre esposizione per motivi regolamentari. Il fatto che loro hanno venduto senza che noi ce ne accorgessimo significa che loro vuole dire che sostenevano i corsi e cosi non hanno turbato il mercato». «Più che alla diffusione del report semestrale di Deutsche - che è un obbligo - mi focalizzerei quell'articolo dell'Ft». «Nel secondo semestre - rileva - gli acquisti netti sono stati 1,1 miliardi e onestamente, che nel momento più turbolento loro comprassero, era quello che a noi serviva. C'era la volontà di sostenere il paese comprando comunque titoli. In secondo semestre 2011 quindi hanno reso un servizio alla Repubblica Italiana» ha concluso.

Su titoli di Stato controlli previsti da legge
I controlli sull'attività di emissione del debito pubblico «ci sono, sono previsti dalla legge», ha detto poi Cannata durante l'audzione.. «Dal '96 la Direzione del debito invia alla Corte dei Conti una relazione dettagliata su tutto quello che viene svolto - spiega - è l'organo di controllo. Poi c'è il controllo ordinario degli uffici di Ragioneria che non è di poco conto». Cannata ha aggiunto che il Tesoro «non puo' fare a meno degli operatori specialisti» per il collocamento del debito visto che ogni anno emette titoli per non meno di 400 miliardi di controvalore. Tra gli specialisti c'e' anche Deutsche Bank. Sui derivati "i controlli ci sono, dal 1996 la direzione del debito" invia "ogni sei mesi una relazione dettagliata alla Corte dei conti sull'attività di emissione". Lo ha affermato la dirigente generale del debito pubblico del Tesoro, Maria Cannata, in audizione nella commissione Banche.

Tecnico non agisce senza direttive ministro
«Non si deve pensare che il tecnico che si occupa della gestione del debito prenda decisioni autonome, senza seguire direttive precise o avere il benestare a proposte che può avanzate» ha spiegato Cannata. La dg ha fatto riferimento, in particolare, a una «struttura interna al ministero» di controllo, a periodiche «trasmissioni di sintesi al capo di gabinetto» e alle «direttive del ministro».

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