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Redistribuzione dei profughi, Gentiloni: con i paesi del blocco…

«LE QUOTE OBBLIGATORIE SONO IL MINIMO»

Redistribuzione dei profughi, Gentiloni: con i paesi del blocco Visegrad ancora distanze

Il premier Paolo Gentiloni a Bruxelles  ha incontrato i rappresentanti di Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia
Il premier Paolo Gentiloni a Bruxelles ha incontrato i rappresentanti di Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia

È stato un faccia a faccia che già alla vigilia si preannunciava in salita. E così è stato. Dall’altra parte del tavolo un interlocutore che di una gestione condivisa dei flussi di migranti non ne vuole sapere. Il premier Paolo Gentiloni ha incontrato questa mattina a Bruxelles i rappresentanti istituzionali del blocco “Visegrad”, quello più restio a ricollocare tra tutti i paesi della Ue i migranti che sono approdati in questi mesi sulle coste italiane e su quelle greche. Si compone di quattro Stati: Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria. Il mini vertice vertice è stato voluto dalla presidenza di turno ungherese dei Visegrad. Ha partecipato anche il presidente della Commissione europea Juncker. Al termine dell’incontro, stando alle indicazioni fornite dal Presidente del Consiglio, Italia e la Commissione europea da una parte e paesi del gruppo dall’altra sono rimasti distanti sula questione della relocation dei profughi.

La proposta: 36 milioni per finanziare un progetto in Libia
L’ungherese Viktor Orban, lo slovacco Robert Fico, il polacco Mateusz Morawiecki, e il ceco Andrej Babis hanno annunciato lo stanziamento di 36 milioni. Queste risorse andranno nelle casse del Fondo fiduciario per l’Africa - Finestra Nord Africa, e serviranno in particolare a finanziare la seconda fase di un progetto che l’Italia sta gestendo in Libia, per il training e l’equipaggiamento della guardia costiera e di frontiera terrestre, e l’allestimento del centro che permetterà di rendere operativa l'area di soccorso e ricerca in mare (Sar) libica.

Gentiloni: le quote obbligatorie sono il minimo sindacale per la Ue
Il fatto che il Gruppo di Visegrad partecipi allo sforzo finanziario comune per contrastare i trafficanti di esseri umani in Africa «è da apprezzare», è stato il commento del premier al termine dell’incontro. «È un fatto positivo». Ciò detto, Gentiloni ha aggiunto che «le quote obbligatorie» per assorbire i flussi di migranti «sono il minimo». «Per noi i muri e le chiusure sono sbagliate, e le quote obbligatorie sono il minimo sindacale per l’Unione europea. Questi Paesi hanno un’opinione molto lontana. Ma è significativo che questa differenza che resta, e di cui discuteremo anche stasera a cena, non abbia impedito un’iniziativa politica che ritengo rilevante e di cui ringrazio».

Il portavoce di Juncker: sul tavolo la riforma del regolamento di Dublino
Le attese alla vigilia dell’incontro di oggi erano però diverse. Ieri il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas, ha detto che si sarebbe parlato anche di «solidarietà», ovvero riforma di Dublino - che prevede che il responsabile per le domande di asilo sia in via automatica il Paese di arrivo del migrante - e ricollocamenti, oltre naturalmente ai contributi al Trust Fund per l’Africa. Schinas ha chiarito che «l’approccio della Commissione Ue non è solo per i soldi ma onnicomprensivo e copre i diversi aspetti». Juncker, ha ricordato il portavoce, aveva già visto i V4 già alla vigilia dell’ultimo vertice e ora «a giusto titolo si unisce anche l’Italia», in quanto l’incontro di oggi «si inserisce sulla stessa linea perché per Juncker è impensabile che ci sia una frattura tra Paesi dell’Est e dell’Ovest». Dopo il vertice di oggi, tuttavia, la strada che porta a una maggiore sensibilizzazione sul tema migranti dei partner europei del blocco di Visegrad appare ancora in salita. La lontananza tra Est e Ovest dell’Europa su quale significato dare al concetto di “solidarietà” è evidente. Il nodo della ripartizione obbligatoria in quote dei rifugiati che raggiungono il Vecchio continente è sempre lì a dividere.

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