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Manovra, platea più ampia e Fondo per proroga Ape social

le votazioni in commissione bilancio

Manovra, platea più ampia e Fondo per proroga Ape social

  • – di Redazione Online

La commissione Bilancio della Camera ha iniziato a votare gli emendamenti alla manovra. Molte le modifiche varate oggi, a partire dalla stretta sulle frodi Iva sui carburanti e all’ampliamento delle categorie ammesse all’Ape social, mentre con riguardo al pacchetto Enti locali - uno dei piatti forti della seduta - restano in sospeso i finanziamenti per 76 milioni di euro a Province e città metropolitane
(in attesa di riformulazione). L'esame riprenderà domani alle 11.30, partendo, ha
annunciato il presidente Francesco Boccia, dai capitoli fisco, con nuove norme di semplificazione, cultura e sviluppo. In forse l'agricoltura.L’approdo in Aula della legge di bilancio è previsto per martedì 19.

Sì alla stabilizzazione del personale di Regioni e Comuni
Tra i primi temi affrontati oggi quello degli Enti locali. Un emendamento approvato ha dato il via libera alla stabilizzazione del personale di Regioni e Comuni che abbia maturato almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque anni. Un altro consente agli enti locali di usare gli spazi finanziari, entro il 20 febbraio di ciascun anno, per investimenti per impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico. Il viceministro all’Economia Enrico Morando ha annunciato oggi la presentazione di un emendamento del governo per reperire le risorse con cui coprire le richieste che arrivano dagli enti locali.

Stretta frodi Iva su carburanti
La copertura del capitolo Enti locali arriverà con una stretta contro «le frodi e l’evasione Iva su idrocarburi e carburanti in grado di portare maggiori risorse» ha spiegato Morando. Il mix di misure messe a punto e contenute in un emendamento del governo vanno dalla trasmissione telematica degli incassi dei distributori; allo scambio di informazioni tra Agenzie fiscali, ministero dello Sviluppo economico, Guardia di finanza, Dda e Antiterrorismo; agli incentivi allìuso di pagamenti elettronici.
L’obiettivo è quello di un maggior gettito pari a 124,7 milioni nel 2018, 311,1 milioni nel 2019, 357,6 milioni nel 2020, 321,2 per il 2021 e 317,6 per gli anni seguenti. La stretta è prevista a partire dal luglio 2018.

Intanto è arrivato oggi il parere positivo dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome alla legge di bilancio: le Regioni hanno ottenuto minori tagli per 375 milioni, rimangono tuttavia preoccupazioni sul fronte della sanità
innanzitutto per il rinnovo del contratto del settore.

Diritto annuale Camere commercio su fino al 50%
Da segnalare due emendamenti alla manovra, identici, approvati all'unanimità, prevedono che le Camere di commercio potranno prevedere l’aumento del diritto annuale (il tributo che ciascun soggetto iscritto o annotato al Registro delle Imprese deve versare ogni anno), fino ad un massimo del 50%. L’incremento potrà essere stabilito dalle Camere di commercio «i cui bilanci presentano squilibri strutturali in grado di provocare il dissesto finanziario» e che adottano «programmi pluriennali di riequilibrio finanziario, condivisi con le
Regioni».

Ape social: platea più larga
Via libera della Commissione bilancio della Camera anche all’emendamento del governo che estende la platea dell'Ape social a 4 categorie in più (agricoli, marittimi, pescatori e siderurgici) di lavoratori gravosi, gli stessi per cui, oltre alle altre 11 categorie già comprese, non scatterà dal 2019 l'aumento dell'età pensionabile a 67 anni. La legge di bilancio recepisce così anche l'ultima parte dell'accordo trovato con Cisl e Uil sulle pensioni. Sale anche ad un anno per ogni figlio, entro il limite di due anni, lo sconto sui requisiti di accesso all'Ape social concesso alle lavoratrici donne. La norma attuale prevede una riduzione dei requisiti contributivi di 6 mesi per ogni figlio. Le revisioni sono state decise in

Meno proroghe per i contratti a termine
Sui contratti a termine si profila un intervento più ampio, non limitato alla sola riduzione da 36 a 24 mesi della durata massima. Anche sulle proroghe, infatti, il governo studia una sforbiciata, da cinque a tre. Mentre si sta provando, pure, a disegnare un “paracadute” per i rapporti a tempo determinato in corso: quelli tra le stesse parti - è l'ipotesi allo studio - continuerebbero a essere disciplinati dalla normativa oggi vigente . In pratica, le nuove disposizioni si applicherebbero ai contratti a termine firmati per la prima volta da impresa e lavoratore. Dopo l'accordo “politico” di martedì tra i partiti di maggioranza per una “stretta” sul lavoro a termine, i tecnici di palazzo Chigi e ministero del Lavoro, ieri, si sono incontrati per mettere a punto un testo che, da quanto si apprende, è atteso oggi in commissione Bilancio della Camera nel corso dell’esame della manovra. L’orientamento è quello di riformulare l'emendamento depositato della responsabile Lavoro del Pd, Chiara Gribaudo, che prevede una riduzione della durata massima del contratto a tempo determinato da 36 a 24 mesi.

Web tax all’italiana con una platea ampia
Il principio della stabile organizzazione è invece il cardine dell'emendamento “Mucchetti” che è stato approvato al Senato e che ora la Camera punta a rendere più efficace. Con l'emendamento che la maggioranza, e in particolare il relatore della legge di Bilancio e presidente della Commissione, Francesco Boccia (Pd), potrebbe depositare nelle prossime ore alla Camera, è da rivedere soprattutto la platea dei soggetti che, privi di una territorializzazione nel nostro Paese, saranno chiamati comunque a versare nelle casse dell'Erario italiano la cedolare 6% sui ricavi.

Comuni in dissesto, più tempo per ripianare i bilanci
Altri due emendamenti varati in commissione danno più tempo agli Enti locali in predissesto per ripianare gli squilibri finanziari e ridisegnare i piani di rientro. Le proposte di modifica, targate Pd, permettono di fatto ai Comuni in difficoltà, come Napoli, richiamata anche dalla Corte dei Conti, di riformulare e rimodulare i piani di riequilibrio in essere per una durata massima non più di dieci anni ma da 4 a 20 anni. Più sono ampie le passività, più lungo è il tempo concesso. Sempre sul fronte Enti locali, un altro emendamento approvato dalla quinta commissione aumenta da 100 a 160 milioni di euro il Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei Piccoli Comuni.

Più di 900 emendamenti segnalati
In tutto gli emendamenti cosiddetti “segnalati” che saranno votati dalla commissione sono poco più di mille sui circa 4mila sopravvissuti al colpo di scure arrivato con le inammissibilità. In particolare, dai gruppi parlamentari sono stati indicati come prioritari più di 900 emendamenti, mentre un altro centinaio è arrivato dalle commissioni. Tra questi, ad esempio, quelli della Finanze che rinviano l’addio agli studi di settore al 2019, riscrivono il calendario delle scadenze per la precompilata e il modello 770 dei sostituti d'imposta, autorizzano la Guardia di Finanza ad accedere all'anagrafe dei conti in sinergia con le Entrate. Sul “taglia-tempi” dei processi civili e sulle liti temerarie si è abbattuta invece la scure dell'ammissibilità. E a vuoto è andato anche il tentativo di ripescaggio del ministero della Giustizia. Da Ap viene poi la richiesta di prorogare il bonus bebè fino al 2020 nella formula attualmente in vigore e in scadenza a fine 2017, quindi per un totale di 960 euro annuali e per i primi tre anni di vita del bambino. La versione dell'incentivo alla natalità approvata in Senato era 'intera' per il 2018 (80 euro al mese per un massimo di 960 euro all'anno) ma, pur prevedendo una stabilizzazione dell’assegno, era decurtata alla metà (40 euro al mese) a partire dal 2019.

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