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“La mia Europa”: un video per raccontare la mobilità dei…

la sfida dell’unità nella diversità

“La mia Europa”: un video per raccontare la mobilità dei giovani nei Paesi Ue

L'Europa della generazione Erasmus, di Schengen e della mobilità è l'Europa in cui i giovani si riconoscono. È un dato di fatto, nonostante i venti sovranisti, le pulsioni disgregatrici, i populismi che dilagano nel Vecchio Continente. Il messaggio che è possibile cogliere dall'iniziativa promossa dall'Ambasciata tedesca a Roma in sostanza è questo: nessuno nega che l'Europa sia alla prese con uno dei tornanti più difficili da quando il percorso dell'integrazione si è messo in moto. Le sfide sono molteplici, dalla Brexit a Donald Trump, dalla rivoluzione digitale all'ambiente, ma non si può sottovalutare che il faticoso, incerto e per certi versi tortuoso cammino verso una maggiore coesione e integrazione possa contare su un patrimonio identitario e culturale, testimoniato anche dalle centinaia di migliaia di giovani che si sentono europei forse molto più di alcuni governi che li rappresentano.

Il ricordo di Fabrizia Di Lorenzo
L'iniziativa è lodevole. A un anno dall'attentato terroristico ai mercati di Natale di Berlino, dove ha perso la vita una giovane italiana, Fabrizia Di Lorenzo, l'Ambasciata della Repubblica Federale di Germania indice, in partnership con Repubblica.it un concorso video “La mia Europa”, in memoria di Fabrizia. Nei video i giovani italiani tra i 18 e i 35 anni che vivono in un altro paese europeo dovranno raccontare la loro esperienza europea. «È un progetto volto al futuro», ha osservato l'ambasciatrice tedesca Susanne Wasum-Rainer nel corso di un incontro a Villa Almone, cui hanno partecipato anche i genitori di Fabrizia. Progetto incentrato sulla mobilità dei giovani nella casa comune europea. «Per i ragazzi italiani, come per molti altri giovani europei, l'Europa è ormai parte della loro identità e realtà. Vivere in un'Europa che non sia unita e aperta è inconcepibile». Occorre riflettere - ha aggiunto Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli italiani all'estero e le Politiche migratorie del ministero degli Esteri - sul fatto che gran parte dei giovani inglesi ha votato contro la Brexit.

La sfida di essere «uniti nella diversità»
La sfida per Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, è costruire insieme un futuro «uniti nella diversità». E proprio sul tema della mobilità europea si è concentrato il dibattito con i giornalisti Maria Latella e Federico Fubini, moderato dal portavoce dell'Ambasciata, Fabrizio Micalizzi. I nostri giovani, europei ed europeisti certo, ma attendono risposte concrete. In Europa, come mostra la gestione del fenomeno dei migranti, le spaccature continuano invece ad allargarsi, soprattutto nei confronti con gli paesi dell'Est. L'incertezza politica ha coinvolto anche un paese campione di stabilità, come la Germania, stante la perdurante incertezza sulla formazione del nuovo governo, dopo le elezioni dello scorso 23 settembre. Tramontata a coalizione “arcobaleno” con Verdi e Liberali, Angela Merkel e Martin Schultz dovranno con ogni probabilità dar vita a una nuova grande coalizione. Ma sull' Europa e su come rilanciare il processo di integrazione politica ed economica, le ricette divergono. Con il risultato che si bloccherebbero i possibili avanzamenti su questioni cruciali come il completamento dell'unione bancaria, che pure rientra nel pacchetto di proposte messe a punto dalla Commissione europea. Il destino della Brexit, dopo l'intesa raggiunta la settimana scorsa sul capitolo relativo ai diritti dei cittadini europei residenti in Gran Bretagna e degli inglesi residenti in Europa, appare sempre più avvolto nella nebbia soprattutto a causa della debolezza politica della premier Theresa May.

Mobilità dei giovani, valore da garantire
Paradossalmente, potrebbero essere proprio i vincoli esterni determinati da un lato dalla Brexit, dall'altro dalle altalenanti scelte e mosse politiche di Trump, a determinare risposte, strategie e linee politiche più coese in Europa. Si fatica a intravvederle. Sul terreno delle politiche economiche occorre coraggio, per voltare finalmente pagina rispetto alla stagione del rigore a senso unico. Già perché la mobilità dei giovani è un valore, ma va garantita una prospettiva anche a chi decide di tornare nel proprio paese. E la priorità assoluta è una sola: lavoro.

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