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Luiss e Invitalia ancora alleate nel segno del Sud

partnership su Ricerca e formazione

Luiss e Invitalia ancora alleate nel segno del Sud

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Mantenere un faro acceso sull’economia del Sud che ha recuperato terreno sul Nord anche sul Pil (con una crescita maggiore nel 2015 e nel 2016). Ma che ha ancora bisogno di rivitalizzare il suo sistema produttivo e aumentare i livelli di occupazione anche grazie a una classe dirigente più preparata a sfruttare le occasioni di rilancio, come l’impiego dei fondi europei. Parte da qui l’alleanza tra l’università Luiss e Invitalia che hanno appena celebrato la conclusione del primo master organizzato insieme e anche l’avvio del centro di ricerca congiunto sul Mezzogiorno che ha pubblicato le sue due prime indagini.

Il master Luiss-Invitalia
L’ateneo romano insieme a Invitalia ha attivato un master di secondo livello in «Economia e Politiche dello sviluppo», in collaborazione con la Luiss School of Government. La prima edizione del master ha preso il via a marzo scorso e si è concluso sostanzialmente con un incontro presso il ministero dello Sviluppo economicoi. Per Ernesto Somma, capo di gabinetto del Mise, è positivo «l’impegno di due soggetti, pubblico e privato, nell’alimentare il dibattito su questi temi: è importante guardare con attenzione e competenza alla nuove politiche di programmazione europea». All’incontro è intervenuto l'ad di Invitalia, Domenico Arcuri che ha ricordato come «per troppi anni, per fortuna conclusi, le politiche di coesione per l’Italia sono stati nella migliore delle ipotesi delle politiche residuali, nella peggiore inutili. Negli ultimi questa tendenza è stata accantonata e i risultati del prodotto interno lordo delle regioni del Mezzogiorno sono lì a dimostrarlo». Ora secondo Arcuri «serve con calma, pazienza e tenacia costruire una classe dirigente che possa rendere strutturale e definitiva questa tendenza. Questo master prova a dare un contributo in questo senso».

L’identikit del master
Al master hanno partecipato dei dipendenti di Invitalia, che hanno potuto usufruire di borse di studio offerte dall’Agenzia. Per Arcuri, «nella prossima edizione del master proveremo a incrementare l’offerta e a renderla ancora più efficace, in collaborazione con la Luiss». Secondo Stefano Manzocchi, direttore Dipartimento Economia e Finanza Luiss e direttore del master insieme a Sergio Fabbrini, «l’intenzione è portare una ventata di novità in un dibattito molto ampio come quello intorno alle imprese del Sud, e il nostro impegno continua con l’apertura delle iscrizioni per la seconda edizione del master». Il master adotta un approccio executive strutturato su tre aree didattiche: il contesto istituzionale, giuridico ed economico delle politiche nazionali ed europee dello sviluppo, gli approcci e gli strumenti di policy nazionali ed europei per lo sviluppo e l’active learning sull’Europrogettazione.

Al via anche il polo di ricerca sul Sud
La partnership darà vita anche una serie di studi e pubblicazioni sul sitema produttivo del Sud all’interno del Laboratorio Luiss sul Mezzogiorno. I primi due - sulla collocazione delle industrie meridionali nelle catene globali del valore e sul potenziale di produttività d’impresa nel Sud - sono già on line e presto sarà pubblicato quello del noto economista Daniel Gros, direttore del Centre for European policy studies Bruxelles e advisory board del Laboratorio Luiss sul Mezzogiorno. Che ha apresentato alcune anticipazioni del suo studio nel quale emerge come il nodo italiano non sia tanto la produttività (in linea con quella tedesca) quanto il tasso di impiego. Per Gros «il problema del Sud Italia è di lunga durata, ma uno degli aspetti che finora sono stati trattati poco è che al Sud le imprese non sono molto più inefficienti di quelle al Nord ma manca l’occupazione, i posti di lavoro. Si tratta di pensare a trovare un modo per stimolare l’occupazione al Sud Italia piuttosto di pensare sempre ad aumentare la produttività. Prima l’occupazione e poi dopo la produttività».

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