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Manovra: cambia il calendario fiscale, precompilata entro il 23 luglio

commissione bilancio della camera

Manovra: cambia il calendario fiscale, precompilata entro il 23 luglio

Alla Camera, in commissione Bilancio, è ripresa questa mattina la maratona di voto sugli emendamenti alla manovra 2018. Tra le modifiche approvate, spicca la proroga di un anno degli studi di settore: i nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) che avrebbero dovuto prendere il loro posto si applicheranno non più dal periodo d'imposta 2017 ma «a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2018”, cioè dal 2019. Un altro emendamento (targato Pd) varato dalla quinta commissione rafforza invece il ruolo della Sose (Soluzioni per il Sistema Economico Spa) in vista della fatturazione elettronica a regime nel 2019. Ok anche a tre emendamenti che modificano il calendario fiscale e via libera al tax credit "creatività", un credito d'imposta del 30% per le imprese culturali e per chi crea app o animazione digitale.

In serata i lavori sono stati sospesi e riprenderanno domattina alle 11. Tra i temi che saranno affrontati domani, ha detto il relatore Francesco Boccia, ci sarà lo sport, gli esteri, i giochi e altre voci di entrata. Si partirà dagli emendamenti agli
articoli 1 al 13. Sempre per domani è atteso il pacchetto di emendamenti del relatore sulla web tax e il digitale

Fisco, precompilata entro il 23 luglio
La commissione Bilancio ha approvato tre emendamenti alla manovra che modificano le 5 principali scadenze del calendario fiscale. Per la precompilata c'è il termine unico del 23 luglio, eliminando la "tappa" intermedia del 7 luglio entro la quale si doveva trasmettere almeno l'80% dei modelli. Il 770, quasi sempre soggetto a proroghe, viene spostato dal 31 luglio al 31 ottobre. "Redditi", il vecchio "modello Unico", e dichiarazione Irap slittano dal 30 settembre al 31 ottobre mentre lo Spesometro passa dal 16 settembre al 30 settembre.

I nuovi compiti della Sose per e-fatture
In pratica, si prevede un allentamento dei vincoli per le assunzionie affidando alla società «il processo di coordinamento delle diverse amministrazione». I nuovi compiti della Sose relativi alla fatturazione elettronica comprendono la «revisione e reingegnerizzazione integrata dei processi fiscali e delle connesse procedure informatiche da realizzare in collaborazione con le competenti agenzie fiscali, con l'obiettivo della semplificazione e efficientamento dei processi».

I temi della giornata
Oltre al Fisco, nel programma di lavoro della giornata ci sono i capitoli Sud, cultura, Esteri ed Enti locali, quest'ultimo già affrontato ieri alla voce piccoli Comuni e riequilibrio degli enti in dissesto finanziario. Da parte del Governo sarebbero invece in corso valutazioni sulla possibilità di aumentare – con un emendamento ad hoc alla manovra - il limite minimo delle indennità da corrispondere al lavoratore in caso di licenziamento illegittimo, oggi fissato a quattro.

Ok stretta anti-delocalizzazione dei call center
Tra i temi sotto i riflettori anche il discusso comma 618 della legge di Bilancio, introdotto dal Governo al Senato, che esonera i call center interni alle imprese dagli obblighi di iscriversi al Registro degli operatori di comunicazione e di dichiarare, a inizio telefonata, l'ubicazione geografica dell'operatore. La commissione Bilancio ha approvato una serie di emendamenti identici che in pratica impongono a tutte le società, anche quelle che non esternalizzano, il ripristino della dichiarazione di inizio chiamata con l’informativa sul Paese dal quale arriva la telefonata. Un «passo indietro» del Governo sul regime speciale accordato ai call center d'impresa era stato chiesto tra gli altri dal dem Dario Ginefra, firmatario di uno degli emendamenti, per non privare agli utenti «della possibilità di sapere se sta parlando con un operatore collocato in Italia o in un altro Paese Ue». Sulla stessa linea anche i sindacati, concordi nel chiedere una correzione di rotta per non mettere in discussione «tutto l'impianto normativo costruito per arginare le delocalizzazioni nei Call center in Italia».

L'annuncio del ministro su Twitter

Arriva il tax credit "creatività"
Il tax credit per le imprese culturali e creative è previsto da un un emendamento alla manovra approvato dalla commissione Bilancio nel "pacchetto cultura", che definisce per legge l'impresa culturale e creativa cui va un credito d'imposta del 30% dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione e promozione di prodotti creativi. Con la norma, dice il ministro Dario Franceschini "finalmente si superano i ritardi del passato».

Pacchetto cultura, misure per biblioteche e Pompei
Dalle biblioteche scolastiche alle librerie che vendono libri usati o che aprono in Comuni dove non ce ne sono, fino alla stabilizzazione della segreteria tecnica del "Grande Progetto Pompei". Sono alcune delle misure contenute in un pacchetto di emendamenti per la cultura approvati dalla commissione Bilancio. Tra le varie misure tornano i contributi statali per le dimore storiche, 10 milioni per il 2019 e 20 milioni a decorrere dal 2020, oltre a 150 milioni in tre anni per saldare tutti i debiti pregressi dei contributi fermi dal 2012. Vengono poi destinati 2 milioni l'anno in più al Piano per l'arte contemporanea, arrivano più fondi - 250 mila euro per il 2018 e 500 mila euro a decorrere dal 2019 - per le spese di funzionamento del nuovo Meis, il Museo Nazionale dell'Ebraismo italiano e della Shoah, inaugurato nei giorni scorsi Ferrara. Salgono invece a 15 milioni di euro già dal 2018 dei contributi alle Fondazioni Lirico Sinfoniche mentre viene prorogato al 2019 dei termini per raggiungere l'equilibrio finanziario.

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