Italia

Open data, al via l’estensione a tutti gli investimenti pubblici

il progetto

Open data, al via l’estensione a tutti gli investimenti pubblici

Un cittadino che voglia verificare se gli investimenti annunciati nel suo Comune stanno davvero per partire. O un ricercatore che voglia monitorare lo stato degli incentivi alle imprese. Sono solo due esempi di quello che sarà possibile fare grazie all'apporto degli Open data nel settore degli investimenti pubblici. Ed è l’obiettivo della seconda fase di Open Cup, il progetto presentato stamattina a Roma al Cnr dal ministro per la Coesione territoriale, Claudio De Vincenti. Un progetto finanziato con fondi della programmazione comunitaria, che ha visto il coinvolgimento del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della Politica economica di Palazzo Chigi (Dipe), dell’Agenzia per la Coesione territoriale, di Invitalia e di Sogei.

Come funziona il Cup
Il Cup (Codice unico di progetto) è un’etichetta che serve a identificare tutte le decisioni di investimento pubblico: è una sorta di codice fiscale che identifica chi realizza l’investimento, dove viene realizzato, quanti soldi ci sono in ballo. Amministrazioni, enti pubblici, società partecipate e anche società private, quando realizzano interventi che coinvolgono il patrimonio pubblico, sono obbligate a richiederlo. Per la precisione, l’obbligo è scattato nel 2003 ed è sanzionato dal 2010. Dal 2014, poi, questi dati, per la parte relativi ai lavori pubblici, sono diventati aperti e sono stati messi a disposizione dei cittadini sul portale OpenCup.

L’obiettivo della fase due
Al momento sul portale sono inseriti 850mila investimenti, relativi ai lavori pubblici: sono praticamente tutti quelli oggi programmati in Italia. Valgono 1.143 miliardi di euro. Una parte di questa massa, pari a 138 miliardi, viene poi sottoposta a monitoraggio sull'effettiva attuazione: riguarda tutte le grandi opere del paese. La fase due di OpenCup, che scatta da oggi, prevede l’allargamento di questi Open data anche a servizi, forniture e a tutti gli incentivi. Saranno, così, messi a disposizione dei cittadini da adesso e nel corso del 2018 tre milioni di informazioni in più, portando a 3,8 milioni il numero degli interventi mappati.

De Vincenti: continuare sulla strada degli Open data
«È tempo di Open data, ma c'è ancora molto da fare: gli studi internazionali compiuti sul tema concordano nell’affermare che l’Italia, negli ultimi anni, ha focalizzato ulteriormente l’attenzione sulla definizione di politiche pubbliche aventi come obiettivo la trasparenza e l’affidabilità. Occorre dunque continuare su questa strada». Sono le parole del ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti. Per il consigliere Ferruccio Sepe, capo del Dipe, il potenziamento di Open Cup va nella direzione strategica della «consultazione diffusa e della possibilità di riuso di dati già in possesso delle amministrazioni».

L’integrazione con il Siope del Mef
L’integrazione con altri strumenti, come il Siope del Mef che monitora pagamenti e incassi, può aumentare esponenzialmente la trasparenza della Pa, come ha detto il direttore dell’Agenzia per la coesione, Maria Ludovica Agrò, «ad esempio nella direzione dei costi standard». L’amministratore delegato di Sogei, Andrea Quacivi, ha parlato, dal canto suo, di «esempio virtuoso di trasformazione digitale dell’amministrazione», al quale la società del Mef ha fornito l’infrastruttura digitale. In raccordo con Invitalia, l’Agenzia per lo sviluppo di impresa, che si è occupata dell'assistenza tecnica.

© Riproduzione riservata