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Renzi: rifarei commissione banche, vero che mio consenso cala

LA SETTIMANA DELLE AUDIZIONI

Renzi: rifarei commissione banche, vero che mio consenso cala

  • – di Redazione online

«L'elemento preoccupante non è l' ultima settimana, ma i trend. Da maggio a oggi il Pd ha perso quasi sette punti. Stiamo pagando il fatto che gli altri sono in campagna elettorale mentre noi dobbiamo sostenere la responsabilità del governo e passiamo il tempo a litigare all'interno». Lo ha detto in un'intervista il segretario Pd, Matteo Renzi, che sulla commissione banche dice: «Non solo non mi sono pentito, ma lo rifarei domattina». Alle polemiche risponde anche la sottosegretaria Maria Elena Boschi, che sulla richiesta di una sua audizione in Commissione da parte delle opposizioni dice: «Deciderà il presidente, se riaprono le audizioni, io sono a disposizione».

Commissione banche, calendario fitto
Quella che si apre oggi sarà una settimana intensa per le audizioni in commissione banche: si parte stamane con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, mentre domani e mercoledì sono previste le audizioni prima del governatore Bankitalia, Ignazio Visco, e poi dell'ex ad di Unicredit Federico Ghizzoni. Audizioni che con tutta probabilità riaccenderanno i riflettori sul ruolo del governo Renzi nella crisi delle popolari, tanto che secondo il presidente Pier Ferdinando Casini «c'è chi vuole trasformare la commissione nella piazza della campagna elettorale»». Altre due testimonianze, poi, sono previste prima dei Natale: giovedì 21 sarà ascoltato l'ex ministro Giulio Tremonti, mentre venerdì 22 sarà la volta di Fabrizio Saccomanni e Mario Monti.

Renzi: mio consenso è calato, ma squadra c'è
«Quando inizierà la campagna elettorale, finiranno le polemiche interne e il Pd potrà riprendere a parlare al Paese» e «sarà il primo partito» , dice Renzi, sottolineando che «se è vero che il grafico del mio gradimento è sceso, è altrettanto vero che è salito il grafico degli occupati, del Pil, della fiducia, degli investimenti». E sulla commissione banche dice: «Dobbiamo dividere i risultati del lavoro della Commissione dalla mistificazione che ne viene fatta da una parte delle opposizioni e da alcuni media». «Demagogia è prendere un problema complesso e presentarlo in modo fuorviante ai cittadini indicando un facile capro espiatorio - aggiunge - e nel linguaggio barbaro di Cinque Stelle e di parte della stampa sembra che il problema delle banche italiane siano Banca Etruria e Boschi", aggiunge. La sottosegretaria doveva fare un passo indietro? «A gennaio gli organi del partito decideranno - dice la mia opinione è che si debba candidare, senza alcuna incertezza. I colpevoli li giudicano i giudici. I politici li giudicano gli elettori».

Boschi: i ricordi di Vegas mi sembrano selettivi
Anche la sottosegretaria rimette la sua candidatura nelle mani del partito, spiegando che «sarà il Pd a decidere se e dove candidarmi, è una regola che vale per tutti nel nostro partito».
E sulle questioe banche puntualizza: «Viene usato il mio nome, e la vicenda di Etruria, come paravento per non andare ad indagare sui veri scandali. Ma le persone perbene non hanno paura della verità. Il governo a guida Pd ha penalizzato la mia famiglia, non l'ha aiutata». Parlando dell'audizione del
presidente della Consob, Boschi afferma: «I ricordi di Vegas mi sono sembrati stranamente selettivi». E aggiunge: «Non cancello spesso gli sms. Ne ho quindi molti in memoria, anche con altri esponenti del mondo del credito e del giornalismo. Non solo quelli con Vegas. Dal momento che mi sembrò insolita la richiesta di vederci a casa sua alle 8 del mattino, chiesi che l'incontro si svolgesse al ministero o in Consob. Non sta a me dire perché Vegas lo propose, certo io non accettai. Quanto alla serietà istituzionale di Vegas ricordo che già indicato come capo dell'Autorità di vigilanza partecipò al voto di fiducia al governo Berlusconi. E non aggiungo altro».

«Vogliono far credere che il problema delle banche sia io. Ma è una strumentalizzazione tanto meschina quanto evidente. Sono un volto facile da colpire. Ma dopo due anni di ricerca ossessiva nessuno ha potuto smentire ciò che dissi in Parlamento sulle banche. E nessuno parla più di pressioni o favoritismi». Lo ha detto in un'intervista la sottosegretaria Maria Elena Boschi, spiegando che sulla richiesta di audizione in Commissione banche da parte delle opposizioni «deciderà il presidente della Commissione» e «se riaprono le audizioni, io sono a disposizione», E replica a chi, come il ministro Orlando, consiglia di ragionare sulla sua candidatura: "Sarà il Pd a decidere se e dove candidarmi. E' una regola che vale per tutti nel nostro partito». Intanto, quellea che si apre oggi sarà una settimana intensa per le audizioni in commissione banche: si parte oggi con il ministro dell'Economia Padoan, mentre domani e mercoledì sono previste le audizioni prima del governatore Bankitalia, Ignazio Visco, e poi dell'


"Viene usato il mio nome, e la vicenda di Etruria, come
paravento per non andare ad indagare sui veri scandali. Ma le
persone perbene non hanno paura della verità. Il governo a guida
Pd - torna a dire la sottosegretaria - ha penalizzato la mia
famiglia, non l'ha aiutata". Parlando dell'audizione del
presidente della Consob, Boschi afferma: "I ricordi di Vegas mi
sono sembrati stranamente selettivi". E aggiunge: "Non cancello
spesso gli sms. Ne ho quindi molti in memoria, anche con altri
esponenti del mondo del credito e del giornalismo. Non solo
quelli con Vegas. Dal momento che mi sembrò insolita la
richiesta di vederci a casa sua alle 8 del mattino, chiesi che
l'incontro si svolgesse al ministero o in Consob. Non sta a me
dire perché Vegas lo propose, certo io non accettai. Quanto alla
serietà istituzionale di Vegas ricordo che già indicato come
capo dell'Autorità di vigilanza partecipò al voto di fiducia al
governo Berlusconi. E non aggiungo altro".(

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