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Tifosi della Lazio citano in giudizio l’arbitro Giacomelli

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Tifosi della Lazio citano in giudizio l’arbitro Giacomelli

Dalla Var al tribunale. La Procura della Federcalcio, guidata da Giuseppe Pecoraro, ha aperto un fascicolo sulla base delle notizie stampa su una foto di Totti su profili social dell’arbitro Piero Giacomelli, finito al centro delle polemiche per le decisioni prese nella partita Lazio-Torino. Ma su Giacomelli e e su Marco Di Bello della Sezione di Brindisi – rispettivamente direttore di gara e Video Assistance Referee della partita Lazio-Torino cade un’altra tegola: la class action dei tifosi della Lazio per quanto accaduto durante il match dell’11 dicembre scorso.

Galeotto in particolare quel frangente alla fine del primo tempo in cui un’azione di gioco è finita con un mancato rigore per la Lazio per fallo di mano di Iago Falque ed espulsione di Ciro Immobile dopo l’intervento della moviola in campo.

Per conto dei tifosi biancocelesti, si è mosso quindi lo studio legale Previti, che ha notificato l’invito alla negoziazione assistita – primo passo verso la citazione in giudizio – a Giacomelli e al suo assistente Di Bello. Secondo i promotori dell'azione, «la condotta dei due arbitri si è gravemente e del tutto immotivatamente discostata da quanto stabilito dal regolamento del Giuoco del Calcio, dalla “Guida Pratica AIA” e dalle successive raccomandazioni del Settore Tecnico in tema di rilevazione del fallo di mano, privando la squadra di un sacrosanto calcio di rigore».

In particolare, al presunto errore tecnico commesso sul campo dal Giacomelli, si sarebbe poi aggiunto quello è ritenuto un «altrettanto grave errore, commesso da entrambi i direttori di gara, per non avere sottoposto ad on field review l’episodio tramite Var».

Da qui la richiesta di risarcimento danni per ogni singolo tifoso «leso nel proprio diritto di poter vivere la propria passione sportiva al riparo da condizionamenti illeciti, in quanto fondati su condotte connotate da inaccettabili profili di colpa».

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