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Manovra, sì alla fiducia. Tra le ultime correzioni equo compenso e…

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questa mattina il voto finale alla camera

Manovra, sì alla fiducia. Tra le ultime correzioni equo compenso e norme coop

  • – di Redazione Online

Voto di fiducia sulla manovra 2018 senza sorprese alla Camera, dove il Governo ha incassato 296 voti a favore e 160 contrari. Terminata la “chiama” dei deputati l’Assemblea ha iniziato una seduta notturna per l’esame degli articoli da 2 a 19 e dei relativi emendamenti e dei circa 150 ordini del giorno presentati. Nel pomeriggio, in conferenza dei Capigruppo si è registrata l'unanimità nel concedere la deroga rispetto alle 24 ore che il regolamento di Montecitorio prevede debbano passare tra la apposizione ed il voto di fiducia. La votazione finale dell'Aula della Camera si terrà oggi alle 12.30. Alle 10 sarà esaminata la nota di variazione al Bilancio, ed alle 10.30 avranno inizio le dichiarazioni di voto trasmesse in diretta televisiva. Dopo il via libera della Camera, il testo passerà al Senato, che dovrebbe chiudere in tempi brevissimi la partita, sempre con il voto di fiducia, nella stessa serata di venerdì 22 dicembre o sabato mattina.

Slittata la richiesta della fiducia
La manovra, approdata in Aula, era tornata nel pomeriggio per un paio d’ore (dalle 13 alle 15.30) all’esame dei deputati in commissione, su richiesta del relatore Francesco Boccia (Pd) a causa di alcune questioni legate alle coperture per quanto riguarda il 2020 dove sono stati riscontrati alcuni scostamenti. «I conti sono ok. Il 2018 e il 2019 sono perfetti - ha detto Boccia - è necessario intervenire brevemente sul 2020 per una piccola correzione, più alcuni rilievi tecnici, anche sulla base di rilievi del ministero dell'Economia».

Tra correzioni equo compenso e norme coop
Da alcune misure relative all'equo compenso al regime tributario delle cooperative passando per la soppressione del fondo che riguarda gli orfani di femminicidio (per evitare una duplicazione della misura prevista da un ddl all'esame del Senato) e per le coperture delle risorse stanziate per il fondo per le vittime dei crack bancari: sono alcune delle correzioni alla manovra approvate dalla commissione Bilancio della Camera. Per quanto riguarda le coop, viene soppresso l'emendamento che modificava il regime tributario delle società cooperative, mentre per quanto riguarda l’equo compenso le modifiche
escludono dall'applicazione delle nuove norme gli agenti della riscossione
. Nel pacchetto a firma del relatore trovano poi spazio alcuni interventi relativi all'Imu sui porti e al Fondo industria 4.0 e a quello per il capitale umano e immateriale, alla definizione della 'Stabile organizzazione nonché al Fondo per le esigenze indifferibili. Gli interventi sollecitati dalla Ragioneria riguardavano, infatti, la copertura di 150 milioni per la riscossione legata all'equo compenso, la disciplina dell'Imu sui porti, le agevolazioni fiscali sugli aumenti di capitale delle cooperative e il Fondo del ministero dello Sviluppo econonomico sul capitale sociale e immateriale.

Boccia (Pd): manovra vale 5,5 mld, web tax è il nuovo
La manovra «vale 5,5 mld, non di più» ha detto stamattina nell'Aula della Camera il relatore Francesco Boccia, che ha stigmatizzato il poco tempo che la commissione ha avuto a disposizione per l'esame del testo. Tra le misure più importanti, Boccia ha sottolineato le novità sul calendario fiscale, le norme sugli Enti locali, lo sblocco del turn over, la sicurezza, le pensioni, il bonus bebè e sopratutto la web tax: “Chi pensa alla web tax lo fa con gli occhi che guardano al passato, aveva senso fino al 2012, ma in cinque anni è cambiato tutto”, ha detto spiegando che si tratta, principalmente, di un «allineamento al concetto di stabile organizzazione».

La stabilizzazione dei precari nella scuola
Tra stabilizzazioni, assunzioni, micro-norme e stanziamenti anche in formato “mini”. Il testo della manovra uscito ieri mattina dalla commissione Bilancio dopo una lunga maratona notturna risulta ampiamente ritoccato rispetto alle versione già rimodellata in più tratti dal Senato. E come spiega Francesco Boccia, relatore e presidente della Bilancio, «le pressioni sull'ultimo provvedimento di legislatura sono inevitabili da tutto il Paese perché nei prossimi 4-5 mesi non ci saranno misure legislative di sistema». Con gli ultimi correttivi approvati, ad esempio, arrivano 50 milioni nel 2018 e altri 150 milioni l'anno dal 2019 per aprire la strada alla stabilizzazione di 18mila insegnanti precari. Un posto fisso anche per 813 ex Lsu assimilati a personale Ata (costo 16 milioni). Altri 50 milioni nel 2018 e 250 milioni nel biennio successivo sono destinati per integrare il trattamento accessorio e gli straordinari di Polizia e Vigili del fuoco.

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