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Benetton-Zebre, due derby per dare fiducia al rugby italiano

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Benetton-Zebre, due derby per dare fiducia al rugby italiano

Marcello Violi delle Zebre in azione (Afp)
Marcello Violi delle Zebre in azione (Afp)

Cautela, ci vuole tanta cautela. Il rugby italiano di vertice passa spesso da una malattia a una presunta convalescenza per poi essere vittima di ricadute. È già successo all'inizio di questa stagione, quando un buon avvio dei due superclub, Benetton e Zebre, aveva aperto la finestra a una (modesta) ventata di ottimismo. I test match di novembre (da sei di incoraggiamento, dopo il successo su Figi e le sconfitte subite da Argentina e Sudafrica) hanno ridimensionato eventuali entusiasmi, eppure resta il fatto che le due franchigie se la stanno cavando meglio che in passato.
Con tutti i limiti del caso. Nelle Coppe europee, per esempio, è stata rispettata la tradizione: nel senso che a due turni dalla conclusione della fase a gironi, e nonostante qualche risultato positivo mancato per poco, è già sfumata qualsiasi possibilità di accesso ai quarti di finale. Ma nel Guinness Pro14 (il supercampionato che mette di fronte selezioni italiane, irlandesi, scozzesi, gallesi e da quest'anno anche sudafricane), il comportamento delle rappresentanti di casa è senz'altro migliorato. Alla luce della nuova formula (con due gironi da sette squadre ciascuno, più una serie di confronti incrociati tra un girone e l'altro), sia le Zebre nel gruppo A che il Benetton nel gruppo B hanno ottenuto tre vittorie su 10 incontri, conquistando qua e là altri punti di bonus grazie al numero di mete segnate o alle sconfitte arrivate con uno scarto contenuto nei sette punti. È poco? In assoluto magari sì, ma è sempre meglio della media delle prestazioni passate.
Sotto la guida di due tecnici stranieri (rispettivamente il neozelandese Kieran Crowley a Treviso e l'irlandese Michele Bradley a Parma), le due squadre hanno evidenziato i progressi maggiori rispettivamente con la mischia e con i trequarti, dimostrando più volte di poter lottare faccia a faccia con realtà di livello assoluto. Si sono anche ridotte le sconfitte con passivi pesanti e, all'ultimo turno del girone di andata, rimane in campo la possibilità di guadagnarsi un accesso alla Champions Cup 2018/2019.
E adesso, anche se Benetton e Zebre appartengono a gironi diversi, arrivano due derby in una settimana, domani in Veneto e sabato 30 in Emilia. Una doppia vittoria significherebbe in pratica supremazia assicurata a livello nazionale, con tanto di trampolino non insignificante per provare a rimanere fino in fondo nella metà alta delle classifiche. Aspettiamo l'esito delle due partite e auguriamoci soprattutto una cosa: di rimanere soddisfatti per il gioco espresso dai due team, pieni di Azzurri e diretti domani da Marius Mitrea, il migliore arbitro del nostro Paese.
Così in campo (sabato 23 dicembre, Treviso, ore 15, diretta tv su Eurosport 2)
Benetton: Hayward; Esposito, Brex, Sgarbi, Ioane; Banks, Tebaldi; Barbieri, Steyn, Douglas; Budd (cap.), Zanni; Pasquali, Baravalle, Quaglio. A disposizione: Faiva, Zani, Traore, Ruzza, Barbini, Gori, McKinley, Benvenuti. Allenatore Kieran Crowley.
Zebre: Minozzi; Bellini, Boni, Castello (cap.), Bisegni; Canna, Violi; Giammarioli, Meyer, Mbanda'; Biagi, Sisi; Chistolini, Fabiani, Lovotti. A disposizione: D'Apice, Ah-Nau, Tenga, J. Sarto, Minnie, Palazzani, Bordoli, Gaffney. Allenatore: Michael Bradley.

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