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Sud, Confindustria-Srm: bene Pil nel 2018 ma più investimenti…

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Sud, Confindustria-Srm: bene Pil nel 2018 ma più investimenti pubblici

(Agf)
(Agf)

Il 2017 conferma un moderato ma costante miglioramento dell’economia meridionale: le regioni del Sud crescono in linea con la media nazionale, tendenza che dovrebbe proseguire nel 2018 con un incremento del Pil superiore all’1% per il secondo anno consecutivo. Lo scenario viene delineato dal Check-up Mezzogiorno elaborato da Confindustria e Srm (Gruppo Intesa).

I punti deboli: occupazione giovani, investimenti pubblici e povertà
Gli investimenti privati tornano a crescere con un aumento del 40%. Sale l’export e crescono presenze e spese dei turisti, specie stranieri. I fattori di criticità che restano: l’elevata quota di giovani che non studiano e non lavorano, sono 1,8 milioni quasi il 60% del totale nazionale; le persone sotto la soglia di povertà, il 19% degli abitanti; gli investimenti pubblici toccano il minimo da 15 anni. Secondo la ricerca è necessario intensificare i processi di crescita, gli investimenti pubblici e privati.

Crescono le imprese attive, anche per dimensioni
L’Indice sintetico dell'economia meridionale, elaborato da Confindustria e SRM, mostra tutti gli indicatori in crescita, anche se non ancora sufficiente per tornare ai valori del 2007. Il numero delle imprese attive, nel terzo trimestre del 2017, è aumentato di circa settemila unità (+0,4%) rispetto al 2016, una tendenza ancor più significativa se confrontata con un contemporaneo calo nel resto del Paese (-0,1%). Prosegue l’aumento delle società di capitali (+17mila) a un ritmo quasi doppio rispetto al Centro-Nord e torna ad aumentare per la prima volta la quota di imprese con numero di addetti fra 10 e 49 (+0,2%).

Più start-up innovative (crescita superiore a quella del Nord)
Aumenta il numero delle start-up innovative (+31,1% nel secondo trimestre), meglio che al Centro-Nord (+22,4%). Le imprese in rete sono quasi seimila (mille in più nella seconda parte dell’anno), le imprese giovanili oltre 252mila nel 2016, il 41,5% del totale nazionale e quelle femminili oltre tremila in più ne secondo trimestre.

Start-up innovative nelle Regioni meridionali, valori assoluti e composizione % (II trimestre 2017 vs II trimestre 2016)


Export in crescita
Mostra segni di vitalità anche l’export: rispetto al terzo trimestre del 2016 per le imprese del Sud cresce dell’8,6%, a un ritmo superiore a quello del Centro-Nord (+7,2%), e diffuso a tutti i settori, tranne mezzi di trasporto e apparecchi elettrici, e soprattutto per prodotti della raffinazione (+42,9%), chimici (+21,6%) e farmaceutici (+9,4%).

Oltre 70mila persone lavorano nel settore turistico
È dunque importante l’apporto del turismo nell’economia del Sud. Nel 2016 sono aumentati arrivi e presenze (+4,3%, un punto e mezzo in più del Centro-Nord), in particolare presenze (+7,8%) e spesa (+24%) dei turisti stranieri. Le imprese turistiche meridionali costituiscono un comparto solido, con oltre 70mila occupati e 2,5 miliardi di valore aggiunto, in miglioramento costante dal 2012.

Incentivo occupazione Sud: istanze accolte e confermate per categoria di regione e genere ad agosto 2017


Più posti di lavoro grazie ai bonus
Per quanto riguarda l'occupazione, anche grazie al Bonus, nel Mezzogiorno si sono registrati incrementi superiori al Centro-Nord, con una crescita di oltre 108mila unità nel terzo trimestre, sopra la soglia dei sei milioni (comunque 230mila in meno rispetto al picco pre-crisi).

Il nodo della formazione
Uno dei fattori critici resta l’efficacia del sistema formativo. Il Check up mette in luce gli ostacoli alla crescita: un numero elevato di imprese di piccola e piccolissima dimensione; un’estrema diversificazione territoriale; la bassa competitività; il credito. Il rapporto consiglia di puntare sulla politica di coesione, comunitaria e nazionale, per rafforzare gli investimenti pubblici.

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