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Rugby, le Zebre sprecano, Treviso no: al Benetton anche il secondo derby italiano

PARMA - Doppietta del Benetton Treviso nei derby sotto l'albero di Pro14, il supercampionato che raggruppa, oltre alle nostre, selezioni di Irlanda, Scozia, Galles e, da quest'anno, Sudafrica. Vincitori a Treviso per 27-14 una settimana fa, i Leoni veneti si sono imposti anche a Parma, stavolta con il punteggio di 20-16. Troppo facile la battuta: un leone non può che sbranare una zebra. Ma in questo caso, più che i meriti di un Benetton maggiormente capace di giocare con ordine, vanno sottolineati i demeriti della formazione di casa, che ha provato come al solito a giocare alla mano (e al largo) ma ha sprecato troppo.

Si allontanano, ora, le speranze di Castello e compagni di finire nelle prime quattro del girone A, mentre si rialzano (ma non in maniera eccessiva) le prospettive biancoverdi nel girone B. Detto questo, resta la modestia di un match che metteva in campo le due migliori squadre d'Italia e un gran numero di giocatori azzurri. Un po' di delusione, dunque, da due squadre che nel corso di questa stagione hanno fatto meglio che in passato. Ma forse era troppo aspettarsi molto di più in un'atmosfera da derby. Poco di bello a Treviso, e quella di oggi è stata la replica.

Come era già successo all'antivigilia di Natale, il primo tempo è stato ben lontano dal rispettare i canoni del buon rugby. Di spettacolo nemmeno a parlarne, ma non era questo il problema. Piuttosto si potevano rilevare troppi errori e un ritmo non all'altezza. I maggiori rimpianti erano per le Zebre, che mantenevano a lungo l'iniziativa andando due volte vicino alla meta, ma riuscivano appena appena ad andare al riposo in parità: un 6-6 determinato dal piazzato di Canna in apertura e dalla pronta replica di Banks, per quanto riguarda i primi dieci minuti, mentre nel finale a centrare i pali era prima il n. 10 ospite, poi imitato dal pari ruolo di casa. Della prima frazione, volendo salvare un aspetto per parte, si può citare la buona difesa del Benetton e, comunque, l'intraprendenza dei trequarti zebrati, in particolare di Minozzi, spesso resa inutile da passaggi in avanti.

Un problema che le Zebre non riuscivano a scrollarsi di dosso nemmeno nella ripresa, iniziata con la prima meta del match. Il Benetton si rende finalmente pericoloso e subito va a segno, grazie a un inserimento puntuale e a un bello slalom di Hayward. Non molto diversa, cinque minuti dopo, la meta delle Zebre: un'azione per una volta condotta senza errori e sul passaggio corto di Canna Bellini agisce con la precisione (e la decisione) del bisturi.

Il match cala nuovamente di ritmo e l'equilibrio si spezza solo a un quarto d'ora dalla fine, con un piazzato di Violi a punire le infrazioni dei difensori ospiti per opporsi a un'azione insistita sull'asse centrale. Ma la parola fine al tabellino, e in sostanza alla partita, la mette il Benetton. Trentesimo minuto: stazionamento nell'area dei 22 parmense, avanzamenti ripetuti con una serie palloni raccolti e riportati a terra, fino all'ultimo guizzo oltre la linea di meta, opera di capitan Budd. Arriva anche la trasformazione di McKinley per il 20-16 definitivo.

A chiudere un 2017 modesto per il rugby italiano. Il 2018 si aprirà il 9 gennaio con le convocazioni del ct Conor O' Shea per il Sei Nazioni. Un brindisi, prego, alla sua buona sorte.

LA PARTITA
Zebre-Benetton Treviso 16-20 (primo tempo 6-6).
Per le Zebre: 1 meta (Bellini), 3 calci piazzati (Canna 2, Violi), 1 trasformazione (Violi).
Per il Benetton: 2 mete (Hayward, Budd), 2 calci piazzati (Banks), 2 trasformazioni (Banks, Mc Kinley).
Calci fermi: Canna 2 su 3, Violi 2 su 2; Banks 3 su 3, McKinley 1 su 1

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