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Il Colle: il futuro dipende da noi

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VERSO IL DISCORSO DEL 31 DICEMBRE

Il Colle: il futuro dipende da noi

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Quello che trapela dal Quirinale, alla vigilia del messaggio di fine anno, è che la novità sarà soprattutto nei tempi. Poco più di 10 minuti durante i quali Sergio Mattarella si rivolgerà direttamente agli italiani in un appuntamento che è tradizionale ma che quest’anno ci proietta verso le prossime elezioni del 4 marzo. È anche questa circostanza, cioè l’avvio della campagna elettorale, che ha inciso nella durata - e poi nel tono e nella cifra - del suo discorso. Innanzitutto non ci dovrebbe essere alcun cenno al Governo Gentiloni, proprio per marcare una neutralità rispetto al tempo che si apre. E se lo scorso anno c’era da spiegare una crisi dopo la sconfitta referendaria, le dimissioni di Renzi e l’insediamento dell’attuale premier, quest’anno invece Mattarella si prepara a dare voce e parola agli italiani, con le urne di marzo. Ancora ieri ha continuato a lavorare al suo intervento ma le pochissime anticipazioni dei suoi più stretti collaboratori indicavano nel futuro, con le sue prossime sfide e tappe – inclusa quella elettorale – una delle chiavi del messaggio. Di come, cioè, il futuro sia nelle mani di ciascuno di noi, dipenda da noi, dalle nostre scelte e dalla nostra partecipazione.

Non ci saranno appelli né moniti. Non è quello lo stile che Mattarella vuole imprimere alla sua presidenza. Così come non ci saranno invasioni di campo nella politica. Per intenderci non “detterà” l’agenda ai partiti dicendo quello che occorre o non occorre fare per il Paese. A differenza che nel passato, l’inquilino del Colle preferisce lasciare campo libero alle forze politiche di esprimersi anche se – probabilmente – tornerà a invitare i partiti e i leader a confrontarsi in campagna elettorale con proposte realistiche, chiare e serie. Soprattutto, tenersi a distanza da programmi poco comprensibili o poco concreti può ridestare quella partecipazione alle urne che, come si è visto nelle ultime amministrative, ha mostrato preoccupanti segni di flessione e disaffezione per la vita pubblica.

Dunque, si apre la campagna elettorale ma ci attende una comune responsabilità da cittadini, quella di scegliere il nostro futuro che nei toni abituali di Mattarella va sempre guardato con fiducia nonostante i problemi e le difficoltà. Del resto, non li ha mai negati. In ogni suo discorso ha sempre citato il tema del lavoro, della disoccupazione giovanile e delle donne, il divario tra aree del Paese, un disagio e una povertà che restano un’emergenza. Ma questa sera ci terrà anche a ricordare un anniversario che cade proprio alla vigilia del suo messaggio: i 70 anni dalla approvazione della nostra Costituzione, una Carta che come aveva detto qualche settimana fa «rappresenta la vittoria della libertà e l’affermazione di diritti inviolabili».

Nel complesso dovrebbe essere un discorso di rasserenamento rispetto alla prossima scadenza elettorale, quella su cui alcuni analisti – soprattutto internazionali – evocano nuovi scenari di fibrillazione e tensioni per l’incertezza e l’instabilità che ne può derivare. Ecco, senza usare gli argomenti del suo discorso alle Alte Cariche dello scorso 19 dicembre, Mattarella vede invece il prossimo appuntamento come uno dei momenti più alti della democrazia da vivere con fiducia perché la parola passa ai cittadini.

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