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Mattarella: la campagna elettorale si concentri sul futuro

IL DISCORSO DI FINE ANNO

Mattarella: la campagna elettorale si concentri sul futuro

È stato il terzo messaggio dalla sua elezione ma il primo a Camere sciolte e con la prospettiva ravvicinata del voto a marzo. E Sergio Mattarella ha voluto declinare quell’appuntamento secondo la sua cifra, senza entrare a gamba tesa nella campagna elettorale, senza invasioni di campo ma dando il senso di un momento che riguarda tutti. Che riguarda i diritti degli elettori di partecipare – «nessuno rinunzi a concorrere e decidere le sorti del nostro Paese» - e il dovere dei partiti di avere una visione del futuro attraverso proposte che siano concrete.

«L’orizzonte del futuro costituisce, quindi, il vero oggetto dell’imminente confronto elettorale. Il dovere di proposte adeguate - proposte realistiche e concrete - è fortemente richiesto dalla dimensione dei problemi del nostro Paese». Ha però prima di tutto ricordato l’importanza di aver rispettato il “ritmo fisiologico” della legislatura, mantenendo la stabilità del Paese e di un Parlamento che è riuscito a votare una nuova legge elettorale, come tante volte lui aveva chiesto alle forze politiche.

Ora dunque si apre quella che Mattarella chiama una pagina bianca: «a scriverla saranno gli elettori e, successivamente, i partiti e il Parlamento. A loro sono affidate le nostre speranze e le nostre attese». Ma è il futuro il leit motiv del suo messaggio, il più breve degli ultimi anni, 10 minuti. «Occorre preparare il domani. Interpretare, e comprendere, le cose nuove».

Cita le innovazioni tecnologiche, come stiano cambiando gli stili di vita, l’organizzazione delle società e del lavoro, professioni che spariscono in un clima di incertezza e preoccupazione. E Mattarella affida ancora una responsabilità ai partiti che si preparano alla battaglia elettorale di marzo. «L’autentica missione della politica consiste, proprio, nella capacità di misurarsi con queste novità, guidando i processi di mutamento. Per rendere più giusta e sostenibile la nuova stagione che si apre».

Solo una priorità vuole citare mettendola in testa a ogni agenda: l’occupazione. «Mi limito a sottolineare, ancora una volta, che il lavoro resta la prima, e la più grave, questione sociale. Anzitutto per i giovani, ma non soltanto per loro. È necessario che ve ne sia in ogni famiglia».

Il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Tanto futuro ma anche esercizio della memoria. Fa un parallelismo tra i giovani diciottenni che andranno al voto per la prima volta a marzo e i ragazzi del ’99 di un secolo fa che affrontarono la prima guerra mondiale. A questo, dice, serve il ricordo del passato: a non dare per scontato una stagione di pace, democrazia, diritti che vanno «sempre difesi». Infine una sua visione dell’Italia diversa da quella che propongono le ricerche sociologiche. «Si è parlato, di recente, di un’Italia quasi preda del risentimento ma conosco un Paese diverso, in larga misura generoso e solidale».

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