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Addio al giudice Imposimato, una vita dal caso Moro al M5S

Aveva 81 Anni

Addio al giudice Imposimato, una vita dal caso Moro al M5S

Ferdinando Imposimato
Ferdinando Imposimato

Da processi fondamentali per la storia d’Italia come quello per l’assassinio di Aldo Moro e quello per l’attentato a papa Giovanni Paolo II alla candidatura a presidente della Repubblica avanzata dal Movimento Cinquetelle, passando per l’esperienza alla trasmissione televisiva «Forum» che gli aveva dato grande popolarità nella società civile.
All’età di 81 anni questa mattina, al policlinico Gemelli di Roma, è morto Ferdinando Imposimato, magistrato nativo di Maddaloni, comune in provincia di Caserta, giudice istruttore di alcuni tra i più importanti processi di terrorismo, come quello per il caso Moro e quello per l’attentato al Carol Wojtyla per mano di Ali Agca. Era arrivato nell’ospedale della Capitale lo scorso 31 dicembre, a seguito dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute.

I grandi processi contro il terrorismo
Allievo della celebre scuola di giurisprudenza napoletana, laurea all’Università Federico II conseguita nel 1959, Imposimato nei primi anni Sessanta era stato vicecommissario di polizia tra la Lombardia e l’Emilia Romagna, quindi funzionario del ministero del Tesoro. Il debutto in magistratura risale al 1964. Da quel preciso momento in poi, attraversa uno dopo l’altro, con la carica di giudice istruttore, i grandi processi degli anni di piombo: oltre all’indagine sul sequestro e l’omicidio del segretario della Dc Aldo Moro e all’inchiesta sull’attentato a Giovanni Paolo II, si occupa del dossier sull’assassionio del vicepresidente del Csm Vittorio Bachelet. Sarà il primo a individuare i legami internazionali delle Brigate rosse italiane. E a istruire il processo contro la banda della Magliana.

Dal Pci al flirt con i Cinquestelle
Dopo la magistratura arriva la politica: nel 1987 venne eletto al Senato come indipendente di Sinistra nelle liste del Pci, nel 1992 entrò alla Camera e poi nel 1994 nuovamente al Senato.

Nel 2013 il Movimento Cinquestelle lo aveva indicato, assieme ad altri nomi, per l’elezione a presidente della Repubblica. In mezzo la parabola di personaggio pubblico molto popolare, come giudice arbitro della celebre trasmissione Tv delle reti Mediaset «Forum» dal 2001 al 2008. Esperienza nella quale sfoggia profonda conoscenza della materia giuridica, cultura, garbo e un filo di ironia che non guasta mai. Le stesse doti che si era portato dietro per una vita nelle aule dei tribunali di tutta Italia, come testimoniano quanti hanno condiviso con lui quei giorni difficili per il Paese.

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