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Dossier Promesse elettorali, è lite su abolizione Imu e modello Trump

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Promesse elettorali, è lite su abolizione Imu e modello Trump

È ancora una volta il Fisco, la promessa del taglio delle tasse l’epicentro della campagna elettorale. Nonostante l’invito del Capo dello Stato alle forze politiche affinché presentino proposte concrete, a prevalere sono gli slogan per sedurre l’elettorato. Silvio Berlusconi si dice pronto a «seguire ed imitare» la riforma fiscale «non importabile» di Donald Trump e contemporanemente torna ad attaccare Romano Prodi per le modalità di ingresso nell’euro che, secondo il leader di Fi, «hanno dimezzato i redditi e i risparmi degli italiani». Un’accusa a cui Prodi replica definendo «surreale» la critica del Cavaliere, ricordando che fu proprio il governo presieduto da Berlusconi, nel 2002, a «non voler gestire» quella fase come avvenne in tutti gli altri Paesi non istituendo le commissioni di controllo né il sistema del doppio prezzo (in lire e in euro) «per non scontentare il suo elettorato».

Rischio instabilità per l’Italia
Corsi e ricorsi storici. Come lo scontro sull’Imu. Con Matteo Renzi che rivendica l’abolizione dell’imposta sulla prima casa e la forzista Mara Carfagna che a sua volta ricorda che fu il governo Berlusconi nel 2008 a cancellarla. Ma siamo solo alle battute iniziali. La rivoluzione fiscale, con la flat tax, sarà al centro della campagna del centrodestra. «Mentre qualcuno favoleggia noi il fisco lo stiamo cambiando davvero», ribatte il vicesegretario del Pd Maurizio Martina con riferimento all’accelerazione dei rimborsi Iva alle imprese. Sullo sfondo il timore per quel che avverrà dopo il voto del 4 marzo perchè - come sottolinea l’Osservatore romano - è «l’instabilità» il rischio maggiore per l’Italia.

Il Sole 24 Ore ha sentito tre esponenti dei principali schieramenti che si affronteranno il 4 marzo. Giampaolo Galli (Pd), boccia la proposta del centro-destra di una aliquota unica sul reddito (flat tax) e inviata a presentare proposte realistiche che non facciano lievitare il già elevato debito pubblico italiano.Di parere opposto Daniele Capezzone (Noi con l’Italia), secondo il quale uno shock fiscale è possibile e si può finanziare con tagli alla spesa. Il senatore del M5S Nicola Morra, infine, difende la proposta di un reddito di cittadinanza che, afferma, in una prima fase può essere anche finanziata in deficit.

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