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Addio al giudice Imposimato che il M5S voleva al Colle

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Addio al giudice Imposimato che il M5S voleva al Colle

È morto ieri all’età di 81 anni Ferdinando Imposimato, uno dei giudici istruttori più famosi del dopoguerra. L’alto magistrato era nato a Maddaloni (Caserta) il 9 aprile 1936. La sua lunga carriera s’è intrecciata con alcune delle più complesse vicende giudiziarie degli ultimi decenni: il caso Moro, l’attentato a papa Wojtyla, l’uccisione di Vittorio Bachelet, fino al processo a Michele Sindona, il banchiere siciliano legato a Cosa Nostra. Nel 1983 perse un fratello, Franco, ucciso dalla camorra. Passò alla politica con l’elezione al Senato nel 1987 come indipendente nelle liste del Pci, cui seguirono due successive rielezioni nel ’92 e nel ’94. Come parlamentare fece parte della commissione antimafia. Più tardi rientrò in magistratura, giudice in Cassazione, dove venne nominato presidente onorario aggiunto. Ma la passione politica lo aveva portato negli ultimi anni ad accostarsi al M5S, che nel 2013 lo inserì nella rosa di nomi indicati per l’elezione a Presidente della Repubblica: dopo Mattarella, fu il più votato con 127 preferenze e anche il Pd applaudì al risultato.

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