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Scuola, lunedì sciopero dei docenti di materne e elementari

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nel giorno del ritorno in classe

Scuola, lunedì sciopero dei docenti di materne e elementari

Aule chiuse nel primo giorno di scuola del nuovo anno, almeno per quelle dedicate ai più piccoli, vale a dire la primaria e l’infanzia. Lo sciopero, lunedì 8 gennaio, coinvolgerà, secondo le stime del sindacato Anief, circa 50 mila maestri e maestre diplomati, che protestano contro una sentenza del Consiglio di Stato che li ha esclusi dalle graduatorie a esaurimento (Gae). Una decisione che, accusano, li allontana dall’obiettivo di un contratto a tempo indeterminato.

Manifestazioni a Roma e a Milano
A Roma è stata organizzata una manifestazione davanti alla sede del ministero dell’Istruzione. A Milano oltre cinquecento insegnanti hanno messo in atto un presidio davanti alla sede dell’Ufficio Scolastico Regionale. Sit-in di protesta anche a Torino: qui alcune scuole sono rimaste chiuse a causa della protesta, mentre molti dirigenti scolastici hanno ridotto gli orari in alcune classi e sospeso le lezioni in altre con grandi disagi per le famiglie. A Cagliari 300 insegnati provenienti da tutta la Sardegna si sono dati appuntamento in piazza Galilei, davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale.

La ministra Fedeli assicura: troveremo soluzioni equilibrate
Intanto la responsabile del ministero ha assicurato: «Troveremo soluzioni equilibrate». «Abbiamo chiesto all’Avvocatura dello Stato di darci le linee attuative della sentenza del Consiglio di Stato - ha detto la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, intervistata questa mattina da Sky Tg 24 -. Appena arriverà la risposta, convocheremo le parti e troveremo le soluzioni più idonee». Qualche minuto più tardi, a margine di un incontro all’Istituto agrario Emilio Sereni di Roma, la ministra ha ricordato che «il Miur si muove con grande equilibrio, con grande attenzione e con una scelta già fatta: continuità educativa in questo anno scolastico». Fedeli ha quindi assicurato «soluzioni equilibrate».

I maestri delle primarie e delle scuole dell'infanzia interessati
La vicenda degli insegnanti di scuola primaria e dell’infanzia è complessa e riguarda nello specifico il diritto dei diplomati magistrali prima del 2001-2002 a essere inseriti nelle graduatorie a esaurimento. Da parte delle principali organizzazioni sindacali (Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams) è stata chiesta «una soluzione politica in grado di ricomporre i diritti di tutti», consentendo tra l'altro di «riaprire le graduatorie d'istituto per permettere l’inserimento dei docenti che, collocati in Gae e quindi in prima fascia d'istituto, erano stati esclusi dalla seconda fascia».

Oltre a sollecitare il parere dell'Avvocatura dello Stato e, una volta acquisito, dirsi pronto a riconvocare le organizzazioni sindacali, il Miur ha anche tenuto a chiarire che la decisione presa nell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (11/2017) «non ha effetti immediati su tutte le situazioni giuridiche soggettive dei diplomati magistrali o dei controinteressati» e che la sentenza «riguarda i diplomati magistrali che hanno conseguito il titolo entro il 2001/2002, che non risultavano inseriti nelle Graduatorie permanenti all'atto della loro trasformazione in Graduatorie ad esaurimento nel 2007 e che recentemente hanno proposto ricorsi per ottenere comunque l'inserimento nelle citate Gae».

Quindi, ha precisato ancora il Ministero, «la sentenza non ha alcun impatto, né immediato né futuro sui diplomati magistrali, già di ruolo o ancora oggi iscritti nelle Gae, che risultavano già iscritti nelle Graduatorie permanenti nel momento in cui la legge 296 del 2006 le ha trasformate in Graduatorie ad esaurimento. Per essere inclusi nelle Gae avevano dovuto infatti conseguire o l'idoneità in un concorso pubblico per titoli e esami, o frequentare e superare un corso straordinario organizzato dal Miur finalizzato al conseguimento dell'idoneità per la scuola elementare o dell'abilitazione per la scuola materna, corso destinato esclusivamente a coloro che erano in possesso del diploma
magistrale o di scuola magistrale e di determinati requisiti di servizio».

Ma l'Anief non ci sta e fa sapere che «già in due occasioni le Gae sono state riaperte dal Parlamento, nel 2008 e nel 2012, senza attendere il parere dell'Avvocatura dello Stato, peraltro ancora in ingiustificato silenzio».

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