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Ambiente e finanza sotto esame nel 2018

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Ambiente e finanza sotto esame nel 2018

  • –Marina Castellaneta

Un verdetto con possibili sanzioni per il trattamento non corretto delle acque reflue urbane. Ma anche i pareri sui reati tributari, sulla liquidazione dei Traghetti del Mediterraneo e la pronuncia su due casi che coinvolgono la Fininvest. Saranno queste le sentenze attese sul tavolo della Corte di giustizia Ue che vedranno l’Italia come protagonista nel 2018.

È attesa infatti entro aprile la sentenza che dovrà accertare se è contraria al diritto Ue una normativa interna che permette un procedimento amministrativo sulla condotta illecita di manipolazione del mercato o di omesso versamento dell’Iva per uno stesso fatto che ha già portato a una sentenza di condanna definitiva (causa C-537/16). Il rinvio pregiudiziale è stato sollevato dalla Corte di Cassazione italiana, in un caso riguardante la società di Stefano Ricucci contro la Consob. Le conclusioni sono state già depositate il 12 settembre 2017 e la sentenza sarà determinante non solo nel caso specifico, ma in via generale perché potrebbe ridisegnare il quadro delle sanzioni in materia di reati tributari e la scelta italiana del doppio binario, penale e amministrativo.

Sempre la Cassazione ha di nuovo chiesto aiuto agli eurogiudici prima di risolvere la controversia tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la società Fallimento Traghetti del Mediterraneo (C-387/17). Nel mirino è finita l’azione di risarcimento danni per gli aiuti di stato recuperati dal Governo malgrado un termine di prescrizione decennale. Centrale la questione se sul sistema di recupero debba prevalere il principio del legittimo affidamento e della certezza del diritto.

Si cambia scenario con le cause riunite C-316/16 e C-424/16 che avranno effetti su un cittadino italiano che si era trasferito nel Regno Unito. Condannato ad otto anni di reclusione per omicidio, l’uomo ha ricevuto un provvedimento di allontanamento e, malgrado avesse già scontato la pena, è stato posto in detenzione per garantire l’effettivo rimpatrio. La Corte Ue dovrà chiarire se il cittadino italiano avesse acquisito un diritto di soggiorno permanente prima del provvedimento di allontanamento. La Corte suprema inglese, che ha proceduto al rinvio pregiudiziale sull’interpretazione della direttiva 2004/38 sulla libera circolazione dei cittadini comunitari, sembra orientata per il no, malgrado l’uomo in questione avesse soggiornato nel Regno Unito per ben dieci anni. Spetterà a Lussemburgo stabilire se i cittadini di Stati membri possano beneficiare della protezione rafforzata contro l’allontanamento.

Dalla Corte Ue, poi, potrebbe arrivare una sentenza di condanna chiesta dalla Commissione europea che accusa l’Italia di non aver eseguito correttamente la sentenza del 19 luglio 2012 nella causa C-565/10 sulle mancate misure imposte dalla direttiva 91/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane. La non esecuzione della sentenza ha spinto Bruxelles a chiedere agli eurogiudici di fissare una penalità e una somma forfetaria giornaliera (causa C-251/17). La norma contenuta nella Legge europea 2017 potrebbe non essere sufficiente a chiudere il procedimento.

Doppio binario, poi, per due cause con al centro la Fininvest e Silvio Berlusconi. Il Tribunale Ue certamente depositerà la pronuncia nel caso Berlusconi e Fininvest contro la Banca centrale europea (T-913/16). L’Istituto di Francoforte, infatti, si oppone al fatto che Fininvest detenga una quota qualificata di Banca Mediolanum. La holding della famiglia Berlusconi chiede l’annullamento della decisione della Bce. Anche in questa occasione, al di là del caso specifico, emerge un problema di rapporti tra ordinamenti e l’applicazione del principio di certezza del diritto.

La Corte di giustizia dovrà poi occuparsi di una vicenda analoga e rispondere al rinvio pregiudiziale del Consiglio di Stato (causa C-219/17) alle prese con una controversia che vede contrapposti da un lato la Fininvest e dall’altro la Banca d’Italia e l’Ivass, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni.

Effetti sull’Italia e sui cittadini italiani potranno arrivare anche da altre cause. Prima tra tutte, la sentenza su rinvio pregiudiziale della Corte suprema austriaca su un nuovo caso Facebook (causa C-498/16). La Corte Ue, dopo le conclusioni depositate il 14 novembre 2017 dall’Avvocato generale Bobek, dovrà accertare se un utente di Facebook, che si avvale del social network per svolgere altre attività come raccolta fondi o pubblicazione di libri, mantenga lo status di consumatore con la possibilità di agire in giudizio dinanzi ai giudici dello Stato membro in cui ha il domicilio.

Difficile, invece, che la Corte si pronunci nel 2018 sul tax ruling di Amazon perché la causa è stata iscritta a ruolo adesso (C-649/17).

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