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A Roma sette paesi dell’Europa del Sud puntano a fare fronte comune sui…

IL SUMMIT

A Roma sette paesi dell’Europa del Sud puntano a fare fronte comune sui migranti

Rinsaldare il fronte comune su temi come migranti, unione economica e monetaria, crescita e investimenti in un anno, il 2018, considerato cruciale per l’Unione europea. È questo l’obiettivo del summit dei paesi dell’Europa del sud - oggi e domani a Roma, a Villa Madama - con la partecipazione di sette membri dell’Ue (Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Malta e Cipro). Un gruppo di paesi che rappresentano 1/4 della membership europea e contribuiscono al 41% del budget Ue.

È il quarto vertice dell’Europa del Sud
È un gruppo di Paesi che condivide emergenze come quella dei migranti e punta ad arrivare compatti al prossimo vertice europeo di marzo. Il premier Paolo Gentiloni, il presidente francese Emmanuel Macron, il capo del governo greco Alexis Tsipras, quello spagnolo Mariano Rajoy, il premier maltese Joseph Muscat e il presidente cipriota Nikos Anastasiadis si incontrano per il quarto vertice dell’Europa del sud, dopo quelli di Atene, Lisbona e Madrid. È il primo vertice a sette per Macron, che domani avrà anche un bilaterale con Gentiloni a Palazzo Chigi e visiterà poi la Domus Aurea con il premier e il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. Sempre domani dovrebbero essere resi noti i dettagli del “Trattato del Quirinale”, l’accordo che secondo Gentiloni e Macron punta a rafforzare la cooperazione tra Italia e Francia, sul modello dell’intesa siglata all’Eliseo con la Germania nel 1963.

Sul tavolo del vertice la riforma del regolamento di Dublino
Il Summit dell’Europa del Sud sarà molto concreto, assicurano fonti di Palazzo Chigi, che punterà alle prossime “cruciali” scadenze per l’Unione europea: la riforma del regolamento di Dublino entro giugno 2018, l’uscita della Gran Bretagna con la conseguente riorganizzazione del Parlamento senza i seggi britannici, la riforma dell’unione economica e monetaria. L’immigrazione sarà certamente il tema principale per sette paesi tutti toccati, sebbene in misure differenti, dall’emergenza. E tutti concordi sul fatto che il problema deve essere affrontato al livello europeo, anche attraverso la riforma del diritto di asilo. Arrivare compatti su questo punto al vertice di marzo può certamente aiutare a bilanciare il gruppo dei paesi dell'Est e, in particolare, i Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia), che sono contro le quote di migranti e un sistema basato sulla solidarietà. Un blocco unico può coagulare consenso in un momento in cui la Germania, che pure sostiene la necessità di riformare Dublino, è fortemente indebolita, ancora imbrigliata nelle consultazioni per la formazione del governo.

Il completamento dell’unione bancaria e il superministro del tesoro
I leader dell’Europa del sud, sempre in vista del summit europeo, cercheranno unità anche sulla necessità di individuare beni comuni europei come la difesa delle frontiere, e quella di innescare una dinamica di crescita attraverso investimenti con risorse proprie Ue da reperire nei bilanci dell’Unione. Altro tema che contrappone i paesi del sud (faticosamente) usciti dalla crisi e quelli del nord, che vedono ogni forma di finanziamento comune come un rischio. Così come la riforma dell’Unione monetaria ed economica, con il completamento dell’unione bancaria, il bilancio dell’eurozona, il superministro del tesoro, sulla quale si confronteranno i sette leader per trovare una sintesi, visto che al vertice di marzo sarà necessario trovare una “convergenza a 27”, come ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel all'ultimo summit.

Il nodo di come arginare il dilagare del populismo a livello europeo
Ma un ruolo chiave i paesi del sud lo possono giocare anche contro i populismi antieuropei che stanno prendendo sempre più corpo tra i 27, soprattutto nel secondo semestre che sarà a guida austriaca.

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