Italia

Popolari, Renzi sul caso De Benedetti: tutto lecito, se ne parlava…

a porta a porta

Popolari, Renzi sul caso De Benedetti: tutto lecito, se ne parlava sui giornali

(Ansa)
(Ansa)

«Tutto quello che ho fatto sulle popolari è pubblico e nelle mani della procura della Repubblica di Roma dove sono stato sentito da testimone. Quello che abbiamo fatto è perfettamente lecito. Perfino su Repubblica il giorno prima si parlava di quel provvedimento». Lo dice il segretario del Pd, Matteo Renzi, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, riferendosi ai nuovi retroscena (che coinvolgono Carlo De Benedetti) dagli atti Consob sulla presunta diffusione di «informazioni privilegiate» relativa al contenuto del decreto di riforma delle banche Popolari, prima della sua presentazione ufficiale. «C'è stata assoluta trasparenza nostra. Questa è l'ennesima puntata di un film che continua a rilanciare» sulle banche. «La riforma delle Popolari l'abbiamo fatto con tutti i crismi. Se qualcuno ha commesso reati, vedrà la magistratura».

Renzi ha aggiunto che «nelle decennali polemiche tra Berlusconi e De Benedetti non metto bocca. Quello che abbiamo fatto è perfettamente lecito. Poi valuterà la procura di Roma». «Se ci sono problemi tra De Benedetti e Berlusconi se la vedono loro. Il mio unico rapporto con le banche sono i mutui», ha aggiunto.

Alleanza con Cavaliere? Oltre fantapolitica
Alla domanda se esista un'intesa post voto tra Pd e il Cavaliere Renzi risponde: «Lo deve chiedere a Berlusconi». Ma se Berlusconi dopo il voto mollasse Salvini e si alleasse con il Pd? «Questa non è fantapolitica, questa è Beautiful. Che senso avrebbe questo, se uno si presenta alleato insieme al voto? Noi con D'Alema abbiamo rotto. Chi vuole votare D'Alema non vota il Pd, perché si litigava tutti i giorni. Io questa cosa qui la chiamo serietà», ha detto.

Progetto lavoro da 1,5 miliardi, incluso reddito minimo
Renzi ha poi parlato delle proposte Pd in vista delle elezioni. «Il programma del Pd lo sta scrivendo un gruppo di tecnici guidati da Tommaso Nannicini. Il progetto sul lavoro vale circa 1-1,5 miliardi di euro ed è in varie fasi». «Eravamo a 22 milioni di occupati, siamo a 23 milioni, la disoccupazione giovanile è calata di 12 punti e finalmente le cose cambiano» ha detto Renzi. «Ora si tratta di scrivere una pagina nuova - ha spiegato- salario minimo legale e impegno sulla parte attiva del tentare di creare posti di lavoro. Eravamo in emergenza, abbiamo messo un tampone forte e ora bisogna creare le condizioni per il futuro. Se volete un meccanismo diverso fate bene a votare M5S, ma io il reddito di cittadinanza non lo considero una soluzione. Dare un sussidio nega i valori fondamentali che i nostri nonni ci hanno insegnato: bisogna faticare. Dobbiamo non dare a tutti un sussidio ma un lavoro».

Per le famiglie con figli impegno sui 7 miliardi
«Al figlio di Marchionne non è che dai il bonus di 80 euro - ha proseguito il segretario dem - . Io propongo gli 80 euro, ma siamo disponibili anche a ragionare di proposte alternative. C'è chi vuole il fattore famiglia, chi il quoziente familiare. Non credo sia giusto adesso affrontare il dettaglio tecnico. Ma proporre misure che valgano tra i 6 e i 7 miliardi per le famiglie con i figli secondo me è sacrosanta».

Sì a moratoria promesse elettorali
Renzi si è detto disponibile a una moratoria delle promesse elettorali, anche se «il termine di paragone che viene utilizzato è incredibile», ha detto riferendosi a Cinquestelle e Berlusconi. «Le proposte elettorali del reddito di cittadinanza valgono più o meno 100 miliardi di euro: la versione mignon tra i 15 e i 20 miliardi, ma la proposta ampia vale 80 miliardi, più 10 miliardi di quota 41 proposta oggi da Di Maio», ha sottolineato Renzi. Mentre «Berlusconi - ha aggiunto Renzi - non bada a spese: con flat tax, pensioni a mille euro, reddito di dignità, le dentiere e tutto ciò che ha a che vedere con la Fornero siamo siamo sopra i 200 miliardi». «Il canone vale 1,4 miliardi. Ma aggiungo: per piacere, non mettete il canone tra le promesse ma tra i risultati. Non mi interessa in questo momento stare sul canone ma mi interessa che se si paga tutti si paga meno», ha continuato. «Se si combatte l'evasione si riduce l'evasione fiscale, perché così si può aiutare un pezzo di Paese che non ce la fa».

Regionali: spero ampia coalizione ma no giochi palazzo
Parlando del voto regionale, il segretario Pd ha detto che «in Lombardia Giorgio Gori è il miglior candidato in campo. Spero che ci sia un'ampia coalizione a sostenerlo. E lo stesso vale per Zingaretti nel Lazio. Poi però la questione la decidono i cittadini, non i giochi di potere e di palazzo». «Non continuiamo con il gioco di ruolo tra partiti, coalizioni, alleanze. Parliamo di questioni concrete e i cittadini sceglieranno», ha aggiunto.

(Al. Tr.)

© Riproduzione riservata